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Lanciano bus contro la scuola: ragazzi che sfidano le autorità


Ecco l’ennesimo caso di cronaca in cui atti criminali e violenti mettono seriamente a rischio l’incolumità e la sicurezza delle persone. Durante la notte sono stati rubati dal deposito cinque bus, di cui due sono stati utilizzati per colpire un Istituto scolastico di Carpi, in provincia di Modena: ovviamente la scuola resa inagibile a causa dei danni riportati in seguito allo schianto dei due mezzi contro la cancellata esterna e l’ingresso principale, è attualmente chiusa agli studenti. Si tratta di un atto particolarmente grave in quanto colpisce direttamente l’istituzione scolastica, sfidandola apertamente. La scuola esclude problemi con qualche studente che possano aver condotto a questo gesto in termini di vedetta o ripicca.

Il vandalismo giovanile è in forte crescita. Di che numeri parliamo? 

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, condotta su campione di circa 8.000 adolescenti, durante l’ultimo anno si è registrato un’aumento di atti vandalici, si è passati dal 16% al 22%. Inoltre, il 24% dei ragazzi ha dichiarato di aver partecipato a risse, il 6% di aver fatto knockout (il pugno dato a sconosciuti di passaggio), il 35% di aver picchiato qualcuno, l’8% di aver usato un’arma, coltellino, tirapugni o manganello, il 5% di aver distrutto vetrine, cassonetti, o lanciato oggetti durante una manifestazione. Il problema è che sono sempre di più giovani coinvolti in queste forme di devianza giovanile per colmare un vuoto interiore, per una mancanza di valori e di rispetto verso tutto e tutti, che si origina, generalmente, all’interno di un gruppo ed è rafforzata dalla presenza di coetanei devianti.

Perchè questi atti vandalici?

La domanda che nasce spontanea è “perchè arrivano a commettere questo tipo di comportamenti?”. Non si tratta di comportamenti a rischio tipici adolescenziali dove i ragazzi, per ricerca del limite, per gesti dimostrativi, si spingono oltre, infrangono le regole e sfidano se stessi e le autorità. Autorità che rappresenta le regole, le norme sociali, colui o coloro che sanzionano, che creano impedimenti a tutto questo dilagare della devianza giovanile. Andare contro significa sentirsi forti e potenti, come quando si rubano gli autobus e si distruggono contro una scuola. Un gesto ricercato, una atto che sfida le forze dell’ordine, l’istituzione scolastica, che crea danno e disagi. Va a rinforzare le deviazioni che questi ragazzi coltivano non troppo gelosamente, che vengono alimentate ogni giorno da questo tipo di azioni e di comportamenti.

Si esprimono così, la sfida dà adrenalina, vincere la sfida ancora di più. Una sfida con se stessi, mi spingo sempre oltre fin dove posso arrivare, il senso della propria esistenza è ricercare questo tipo di azioni che attivano così una psiche troppo piatta, troppo priva di educazione, contenimento e valori.

Mai da soli, questi atti vengono rigorosamente rinforzati dal gruppo, dagli “spettatori”, c’è una divisione delle responsabilità e delle colpe e quindi ci si spinge dove individualmente non ci si sarebbe mai spinti.

Il gusto poi, è vedere ciò che si è fatto in televisione, far parlare tutti, far parlare di sè, il divertimento è nel creare danno e caos, perchè per loro, per questi ragazzi, si tratta di divertimento, è un gioco, un passatempo, un modo per ammazzare il tempo e ridere. E’ la normalità e non rappresenta sicuramente di un episodio singolo fine a se stesso.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza