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Mamma picchiata dalle figlie a Resana, la psicologa: “Figli poco abituati al no”


Non deve essere stato facile per la mamma di Resana denunciare le sue stesse figlie. Due ragazze di 17 e 20 anni, autrici di un brutale pestaggio nei confronti della loro madre, colpevole di non aver fornito il codice della carta di credito con cui avrebbero voluto pagarsi una vacanza a Praga. «Un caso di violenza intrafamiliare. Purtroppo questo fenomeno è più diffuso di quanto si possa immaginare, ma se ne parla ancora molto poco» spiega la professoressa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

Le richieste di aiuto arrivano a decine sul suo blog AdoleScienza, che rappresenta uno spazio di confronto sulla genitorialità.

Dottoressa Manca, come è possibile che un figlio si rivolti con tanta aggressività contro un genitore che, di per sé, dovrebbe rappresentare l’adulto di riferimento?

«Il caso di Treviso, così come quello che si è verificato pochi giorni fa a Sanremo, dove un figlio teneva al guinzaglio la madre, sono situazioni che non nascono all’improvviso. Dobbiamo leggerle come il risultato di un vissuto in cui il ruolo genitoriale è già stato perso quando il figlio era più piccolo. Questi giovani violenti sono dei bambini cresciuti senza essere stati educati alla frustrazione del “no”. La denuncia non è altro che l’apice di un rapporto già logorato».

 Le denunce sono rare. Perché? 

«Il genitore è combattuto nell’intervenire in maniera drastica perché segnalando il caso decreta il fallimento della figura genitoriale e allo stesso tempo teme di mettere il figlio nei guai con la giustizia». Quali sono le avvisaglie di una situazione che sta sfuggendo di mano? «I “no” vanno mantenuti fin da quando i figli sono piccoli. Se si perde di mano la situazione il rischio è che il calcio del bimbo che non tollera il rifiuto dell’adulto venga replicato anche quando è più grande, con conseguenze macroscopiche».

Tra una madre e un padre, chi è più esposto alla ribellione della prole?

«Nella maggior parte dei casi il bersaglio dei figli sono le mamme per molteplici ragioni. Sono coloro che si occupano maggiormente dei figli e, nella cultura generale, il ruolo materno è più debole e indifeso rispetto a quello paterno. Quante volte risuonano frasi del tipo: Quando torna tuo padre te le suona».

Nel caso di Treviso la mamma picchiata è separata, la disgregazione familiare può contribuire ad alimentare certe dinamiche?

«Quando ci sono casi di genitori separati è ovvio che anche il genitore stesso a volte si senta in colpa di aver creato delle sofferenze ai figli e allora tenda ad essere più permissivo per colmare i vuoti. Ci sono situazioni in cui uno dei genitori è latitante e allora si crea un carico eccessivo che spesso coinvolge la madre. In altre situazioni c’è invece un disallineamento educativo, un genitore diventa quello del weekend da parco giochi, quasi sempre il papà, mentre la mamma è quella “cattiva” che dà le regole e obbliga a fare i compiti. Ma le problematiche possono toccare anche le famiglie non separate, dove manca un’alleanza educativa nella coppia per gestire il comportamento dei figli».

Quale consiglio si sente di dare a quei genitori che subiscono la violenza di un figlio?

«Da piccoli i figli vanno educati, da grandi bisogna mettere degli argini. Quando ci sono reazioni esagerate, parlo di aggressioni verbali e fisiche, umiliazioni e insulti, è bene rivolgersi a uno specialista per avere gli strumenti giusti per intervenire. Non ci deve essere vergogna ma solo la consapevolezza che si sta facendo qualcosa a tutela di entrambi».

Link dell’articolo di Valentina Calzavara pubblicato su La Tribuna di Treviso in data 20 marzo 2018:

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2018/03/20/news/mamma-picchiata-dalle-figlie-a-resana-la-psicologa-figli-poco-abituati-al-no-1.16616115