violenza sessuale

Noemi Durini, la psicologa: “Ragazze, ecco i segnali di pericolo”


Un’intervista della dott.ssa Maura Manca sul Quotidiano.net sulla tragedia di Lecce con degli spunti di riflessione utili anche per i genitori su come cogliere alcuni segnali d’allarme della violenza di genere e intervenire quando non è ancora troppo tardi.

Specchia (Lecce), 14 settembre 2017 – L’Osservatorio Nazionale Adolescenza presieduto da Maura Manca ha sondato 11.500 adolescenti tra gli 11 e i 19 anni. Cinque su cento, quasi tutte femmine, hanno subìto aggressioni fisiche da parte del partner, il 16% soprusi verbali.

Dottoressa Manca, come spiega un delitto annunciato?
«È l’epilogo di una relazione violenta, basata sul controllo dell’altro, anziché sull’amore».

Parliamo di un giovane che aveva avuto ricoveri in psichiatria, precedenti per droga. Sono segni premonitori?
«La devianza non è una condizione del momento ma un disturbo più profondo. Impulsività, moti d’ira, incapacità a gestire le emozioni: li ritrovi nelle chat e nelle foto sfrontate postate sui social».

Come cogliere un segnale di pericolo? 
«Il comportamento possessivo è il segnale patologico. Gli adolescenti lo scambiano per gelosia. Ma i campanelli d’allarme li può cogliere chiunque anche su Facebook».

Cosa poteva fare un adulto per aiutare un’adolescente come la povera Noemi?
«Insegnare che c’è un limite tra gelosia e possesso. Inaccettabile che l’altro invada i tuoi spazi».

E come fai a mettere in guardia la potenziale vittima? 
«Attraverso il dialogo».

Diversamente?
«Se metti i bastoni tra le ruote, se dici alla figlia di mollare il ragazzo, lei penserà che la famiglia vuole ostacolarla e si opporrà. La spingi tra le braccia dello stalker».

Dalle pagine dei social media viene fuori la prevaricazione.
«È così, all’inizio c’è il periodo della luna di miele. Poi il legame diviene soffocante, e un tipo violento tende a esercitare il controllo».

Come uscire dal tunnel?
«Direi di non sottovalutare mai nessun segnale, di stare attenti alle lacrime di coccodrillo. Tante volte dopo litigate furiose e violente l’aggressore si pente, chiede scusa. In questi casi troncare, mai tornare sui propri passi. Se un ragazzo è impulsivo e violento oggi, lo sarà domani. Non dare mai l’ultima possibilità, in tanti casi sarebbe quella fatale».

Che rapporto hanno i violenti con il cyberbullismo?
«La violenza nelle coppie adolescenti si manifesta non solo sul piano fisico e verbale ma anche tecnologico. Il possessivo arriva a chiedere le password della ragazza, interferisce su quello che pubblica, per rimarcare il territorio invade le comunicazioni private, controlla lo smartphone».

Una pesante intrusione.
«Arrivano a chiedere video per vedere cosa sta facendo la ragazza, dove si trova, con chi è, come è vestita. Se non mostrano la prova, nel loro modo malato di vivere la relazione, vuol dire che lei ha qualcosa da nascondere».

Quando dire basta?
«Quando la relazione d’amore va avanti attraverso ricatti affettivi».

Articolo di Alessandro Malpelo pubblicato sul Quotidiano.net in data 14 settembre 2017:

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