Monopoli

Omicidio per rapina. Come possono due adolescenti arrivare a tanto?


Siamo a Monopoli, due adolescenti sarebbero gli artefici di una rapina finita con un omicidio. Sembra abbiano seguito i due anziani, e poi li abbiano spinti giù in mare e uno dei due ha perso la vita. Adesso sono accusati di omicidio per rapina, un’accusa veramente grave per due minorenni, per due adolescenti che sembra si siano divertiti a rapinare e a uccidere un uomo.

Ma cosa scatta nella testa di questi ragazzi?

Sono ragazzi che hanno voglia e bisogno di avere, e soprattutto pretendere, tutto e subito, nell’immediato, sono disposti a ricorrere a qualsiasi mezzo o atto violento per arrivare al raggiungimento del loro scopo.

Sono ragazzi completamente spogliati dai valori, pieni di vuoto, privi del senso della vita e delle cose, del senso del sacrificio, non hanno il rispetto delle regole e non hanno un senso logico di ciò che fanno. Non hanno il valore dei soldi e non si rendono conto di quanto valga la vita umana, compresa la loro.

Spesso colmano queste mancanze e questo disagio anche attraverso l’uso di sostanze stupefacenti e di alcol, per non pensare, per alterare ciò che hanno dentro, per non vedere il malessere. Tante volte alcune sostanze li calmano, altre invece li attivano e li eccitano, come se avessero il bisogno di sentire e di sentirsi diversi da ciò che sono, anche più forti e infallibili.

Come si arriva a questo?

A questo si arriva perché dentro si sperimentano già condizioni di profondo disagio individuale, relazionale, sociale e familiare. Non sono comportamenti organizzati e studiati a tavolino, non è criminalità organizzata, è devianza giovanile, sono impulsivi e privi del senso morale e senso dell’altro.

Sono ragazzi che quando decidono di commettere un atto del genere, guardano il risultato e non l’effetto. Non guardano la persona ma ciò che vogliono ottenere.

Quando si perdono i punti di riferimento e il valore delle cose, non c’è veramente più il limite, si può arrivare a tutto, c’è solo l’espressione di un profondo malessere, compensato dall’avere a qualunque costo, che porta anche ad uccidere a 15 e a 17 anni.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza