sassi dal cavalcavia

Sassi dal cavalcavia: adolescenti sempre più deviati


Lanciare i sassi dal cavalcavia che vanno a colpire le auto in corsa in genere scagliati in strade a scorrimento veloce, autostrade, per avere poi la possibilità di scappare con facilità e di non essere riconosciuti.

Come si muovono questi ragazzi?

Un piano di attacco: tirare i sassi dal cavalcavia alle auto o agli autobus.

Un’arma: i sassi, a volte anche pesanti e grossi, a Roma, per esempio, nello specifico vanno di moda i sanpietrini.

Un piano di fuga: un mezzo veloce per non farsi beccare, in genere scooter e moto.

 

Perché lo fanno?

La domanda che sorge spontanea è: “ma perché lo fanno?”. La cosa disarmante è che quando si parla con loro di ciò che fanno, tante volte non riescono a riconoscere la motivazione manifesta che li spinge a mettere in atto questi comportamenti.

Il problema è che sono accompagnati da un vuoto interno, da valori che non hanno attecchito in una personalità in fase di crescita, sono “annoiati”, non si riconoscono in niente se non nelle loro condotte. C’è tanta compressione interna, non riescono ad esprimersi in altro modo, trovano soddisfazione nelle sfide e nel rischio, manca l’ascolto e il contenimento adeguato che porta comunque a reprimere la rabbia che deve ciclicamente trovare una via d’uscita.

È una sfida tra di loro, a chi riesce a prendere la macchina, a chi fa centro e coglie il bersaglio predefinito, per dimostrare chi ha più coraggio, per rinforzare il proprio ruolo all’interno del gruppo.

È una costante e continuativa messa alla prova che li porta man mano che crescono a porsi obiettivi sempre più pericolosi e rischiosi.

 

Chi sono questi adolescenti?

 

Adolescenti deviati, in piena fase ormonale che agiscono in preda “a quello che gli dice la testa”, senza neanche rendersi conto delle reali motivazioni e la cosa più grave e che non pensano che con i loro comportamenti possano anche ammazzare una persona. Non riescono ad arrivare a riflettere sul fatto che i guidatori possono spaventarsi e reagire male, sbandare e magari uccidere anche qualcun altro.

Non bisogna andare a cercare chissà quale degrado, spesso sono adolescenti riuniti in gruppo che passano i pomeriggi in giro per il quartiere, e sicuramente la scuola non è la loro priorità.

Accompagnati da un vuoto di valori, da una voglia di scaricare uno stato interno che li porta alla ricerca di sensazioni forti, alla voglia di sperimentare il rischio per sentirsi più grandi, più forti, a volte anche solo per “sentirsi”.

NON SOLO SASSI DAL CAVALCAVIA, anche sassi agli autobus o ai bersagli che man mano decidono in base alla noia interna. Mettono in atto ciclicamente comportamenti devianti, non sono seriali, troppo rischioso e poi si perderebbe il gusto e l’adrenalina di non sapere come va a finire e di chi fa il danno maggiore.

di Maura Manca

 

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