droghe da stupro

Ti drogo per stuprarti, tanto non te lo ricordi. Allarme droghe da stupro tra gli adolescenti.


Le droghe da stupro esistono e sono sempre più diffuse tra i ragazzi. E’ un fenomeno che si espande a macchia d’olio ed è figlio della concezione prettamente maschilista del “la faccio ubriacare così forse ci sta”.

Come se una ragazza fosse solo corpo, come se quel corpo fosse un oggetto da poter usare a proprio piacimento.

Il fatto che una persona sia disinibita o che magari alterata dagli effetti dell’alcol NON deve legittimare nessuno ad abusare di lei, è disumano ed è un reato. Parlo al femminile perché è un fenomeno che vede come vittime prettamente il sesso femminile.

Le ragazze colpite sono sempre più giovani, parliamo anche di pre-adolescenti, a volte anche alle prime esperienze sessuali e quindi completamente inconsapevoli ed incapaci di gestire e di comprendere quello che succede.


Troppe adolescenti sono vittime delle droghe da stupro, i dati non sono minimamente realistici perché tantissime ragazze non denunciano l’accaduto perché hanno paura che lo scoprano i genitori, che vengano a sapere che fanno sesso e hanno paura di deluderli e di farli stare male.


Si tengono dentro un peso troppo grande per quell’età, difficile da gestire, che pesa più di un macigno che intacca ogni giorno la stima in se stesse, la voglia di vivere, di esprimersi, che a volte viene scaricato sul corpo, su quel corpo considerato colpevole e quindi che può essere attaccato attraverso il cibo o in certi casi l’autolesionismo.

Perché sono chiamate droghe da stupro?

Perché possono avere effetti ipnotico-sedativi e generano una condizione di amnesia (perdita della memoria), che può essere parziale o completa e quindi può far dimenticare pure il volto di quella o quelle persone, perché spesso è una violenza che viene perpetrata in branco. Questi tipi di droghe vengono inserite in genere in un bicchiere o in una bottiglia contente alcol e quindi l’ignara vittima, non rendendosi neanche conto di averla assunta, si trova direttamente in pasto ai leoni. E’ allarme perché ormai gli adolescenti non hanno difficoltà a trovarla e a comprarla.


Anche se la mente dimentica, IL CORPO RICORDA, anche se la mente ha solo immagini confuse o vuoto totale, il corpo porta e porterà i segni di quella violenza, di quel tempo trascorso in balia di uno o più aguzzini di cui non si sa magari neanche il nome o non si è a conoscenza di cosa possono aver fatto o detto.


Ho seguito purtroppo svariate ragazze che dopo la violenza non riuscivano più a fidarsi di nessuno, che non riuscivano più a toccare il proprio corpo perché gli faceva schifo, che non riuscivano più ad avere un rapporto sessuale perché i muscoli ricordavano quello che avevano subito e si irrigidivano, fino a non riuscire più a provare il piacere fisico e neanche il piacere di essere donna. In una fase della crescita, in cui ci si sta strutturando, in cui si è alla ricerca della propria identità e si cerca una sintonia con il proprio corpo può avere effetti piuttosto importanti e devastanti sulla psiche.

Ancor peggio è quando a drogare e ad abusare sono gli “amici”.

Adesso si sta diffondendo anche questo fenomeno, ossia che gli stessi amici pur di avere un rapporto sessuale con la loro amica la droghino, magari dicendole che è un altro tipo di droga per poi approfittarsi di lei.

La cosa più brutta è quanto ad un certo momento riprendi conoscenza e ti senti confusa, non riesci a capire dove sei e non ricordi come ci sei finita lì e cosa è successo. Ti guardi e non hai i vestiti addosso, sei buttata lì, non capisci cosa è successo, non ci credi, non lo vuoi credere che sia successo a te, cerchi di ricordare, vuoi capire cosa ti hanno fatto, vuoi sapere perché sei lì, senza vestiti, ti sforzi, ti sforzi, ti sforzi e non ci riesci, non riesci a ricordare. Porti i segni addosso, l’odore del sesso, ma non ricordi, sei incredula e dolorante e ti vergogni di quello che è successo. Ti dai la colpa, ti chiedi perché, ti vergogni di dirlo a qualcuno, cerchi di lavare quell’odore di dosso, ma non c’è sapone in grado di farlo andare via. Provi a ricordare con chi eri, a cercare di capire chi possa essere, non sai se era uno o più di uno e hai paura che possa essere qualcuno che ti circonda, magari qualcuno dei tuoi amici e che lo possa rifare“.

Queste sono le parole di una adolescente vittima delle droghe da stupro che non credo abbiano bisogno di ulteriore commento perché la violenza sessuale è anche una violenza psicologica.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it