ragazza violenza

Una vittima di violenza non se la va a cercare e ha bisogno di pietà


Credo che si debba decisamente lavorare a più livelli sulla cultura sessista del “se l’è cercata”. Nessuno stato di alterazione psico-fisica, nessun tipo di abbigliamento o di atteggiamento giustifica mai una violenza sessuale.

Quando c’è, una violenza c’è una persona che abusa attraverso la sua supremazia psichica e/o fisica e usa questa forza per soddisfare i propri bisogni, senza che l’altro sia consenziente e che lo voglia. Credo che questo concetto debba essere chiaro a tutti.


Una violenza nella violenza, una ragazza che si confida, che si apre cercando comprensione e conforto, trova altra violenza se trova un giudizio, una morale e soprattutto una colpa.


E poi farei molta attenzione anche all’uso dei social perché sono un potente mezzo di comunicazione e andrebbero, in determinati casi, usati con estrema delicatezza, facendo anche una piccola riflessione sul tipo di linguaggio utilizzato e sugli effetti che ciò che si sta facendo possono avere.

Tutto quello che si scrive non si cancella, anche se si elimina dalla pagina un contenuto vergognoso, quelle parole rimangono e risuonano nell’anima di una ragazza. 


Direi che prima di scrivere e postare qualcosa che possa risuonare più invasivo di una violenza ed esporre una vittima di violenza ad un chiasso mediatico, si debba azionare il cervello e mettersi nei panni dell’altro, provare a ragionare e soprattutto responsabilizzarsi, perché nessuna vittima di violenza se la va a cercare. 


di Maura Manca