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Violenti da discoteca. Luogo e branco, i fattori che portano alle liti


Un 17enne è ricoverato in gravi condizioni, è stato trovato in un parcheggio non lontano dalla discoteca dove stava trascorrendo la serata, dopo una decina di ore trascorse in uno stato di incoscienza, per terra in un parcheggio, tumefatto, con un trauma al cranio e all’addome. Una scazzottata fuori dalla discoteca che gli è costata veramente cara. Una lite scoppiata ancora per non si sa quali motivi, se inerenti la serata o se precedenti, dopo la quale lui scappa rincorso dai suoi aggressori, lasciando chiavi e cellulare ad una amica. I suoi aggressori li vedono tornare, prendere le auto e andar via, ma lui no. Lo hanno trovato incosciente all’interno di un parcheggio vicino alla discoteca, la dinamica dell’accaduto non è ancora chiara, ci si interroga se nel tentativo di saltare il cancello sia caduto e si sia procurato il trauma all’addome e al cranio o se sia caduto nella rampa nel tentativo di nascondersi dietro il muretto e soprattutto non si capisce in che stato si trovasse il ragazzo al momento della caduta. Sull’accaduto stanno comunque indagando gli inquirenti che stanno visionando i filmati delle telecamere e interrogando i presenti. In ogni caso la violenza c’è stata, ed è l’ennesima collegata ad una serata in discoteca.

 Aggressione da discoteca, cerchiamo di capire perché accade tutto questo così di frequente

Ci sono due fattori da tenere in considerazione: uno è il luogo, l’altro è il branco.

La discoteca fa scattare facilmente la miccia.

Purtroppo queste sono dinamiche tipiche che si sviluppano all’interno di una discoteca per tutta una serie di motivi. La discoteca facilita le litigate per via della quantità della gente che c’è, della vicinanza tra le persone, dei fraintendimenti che si creano con estrema facilità, non si vede, è buio, non si sente, non ci si capisce o non ci si vuole capire. In più questi ragazzi vanno in discoteca con uno stato di alterazione psicofisica che crea un filtro che non permette di valutare in maniera obiettiva la situazione che si sta vivendo. Non dimentichiamo anche la visibilità, si è in una vetrina, davanti a tutti e tanti ragazzi fanno a gara a chi è più forte, la gente ti osserva e ogni cosa si trasforma con estrema facilità in una questione di orgoglio e di dominanza. A volte si tratta di regolamenti di conti e la discoteca è un luogo che spesso favorisce queste dinamiche. Non si scappa, si è in gabbia, c’è il branco, nel caos si sfugge con facilità anche senza essere identificabili. Le interazioni non sono apparentemente mai chiare e questo facilita gli aggressori.

La predisposizione alla violenza 

In più, mettiamoci la predisposizione di tanti ragazzi e l’inclinazione alla violenza, specifici tratti di personalità che portano troppi giovani ad essere come bombe ad orologeria che non aspettano altro che il pretesto per scoppiare e sfogare i propri disagi, le proprie frustrazione e i vuoti interiori sugli altri e su ciò che li circonda. In tanti sono alla ricerca di una scusa, basta a volte uno sguardo, una risposta detta male, uno sbattere accidentalmente su un’altra persona, che si rischia di scatenare una rissa.

Dopo che si è partiti, che si è aperto il canale della violenza e della aggressività, per molti di loro è difficile mettere un freno, sono ragazzi in gruppo che funzionano come un vampiro assetato di sangue che non si stacca dalla sua preda fino a che non ha finito.

Il ruolo del branco 

Il branco dà una forza enorme, il branco da discoteca, come abbiamo potuto apprendere dai recenti casi di cronaca, è ancora più violento.
Ragazzi che agiscono in branco senza senso della misura, senza una coscienza, esaltati dall’adrenalina e magari da alcol e/o droghe e dal pubblico che li guarda senza in genere intervenire. Non ci si ferma neanche davanti al limite della vita umana, si agisce senza coscienza e consapevolezza degli esiti delle proprie azioni. È più forte l’impulso ad agire che la ragione, un deficit della componente affettiva e una mal gestione e disregolazione delle emozioni. Questa non è assolutamente una giustificazione, è una comprensione di come si arrivi ad essere vioenti da discoteca.

di Maura Manca