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Violenza sessuale in branco: dove nasce e dove possono spingersi gli adolescenti


A volte ci si sconvolge nel vedere dove si possono spingere gli adolescenti. Violenze sulle persone, sugli animali, aggressività e violazione completa degli spazi dell’altro e della vita dell’altro.

 

Come si può arrivare a violentare una persona, ad usare il suo corpo e a penetrare la sua psiche senza un briciolo di empatia e senso di colpa?

 

La violenza sessuale spesso germoglia in un ambiente basato su un’educazione in cui non si dà l’importanza opportuna al senso dell’altro, non si lavora sugli spazi propri e dell’altra persona, sul rispetto e sulle conseguenze delle proprie azioni. Di frequente i genitori pensano che basti dire “non fare quello o non fare quell’altro” per lavarsi la coscienza. Dire è una cosa, far comprendere è un’altra, senza dimenticare che si apprende anche dall’esempio diretto e indiretto che viene dato. Quando si cresce poi ci si identifica con amici, con un gruppo, che possono fungere da rinforzo sociale anche negativo e quindi favorire una deviazione.

 

Delineato il contesto ci sono le variabili individuali che sono completamente amplificate dal gruppo. La violenza in branco è ancora più devastante, non c’è una via d’uscita per chi la vive, sono troppi, sono tanti, si subisce un’umiliazione pari al numero delle persone appartenenti al branco, si rinforzano, si spalleggiano, ridono e si arrogano un diritto sull’altra persona. Si è inermi, ma questo loro non lo comprendono, è una profonda ingiustizia che lascerà dei segni indelebili. Il branco vede solo i propri bisogni, la vittima in questo caso non esiste, viene deumanizzata, vista semplicemente come un oggetto di cui si può abusare, si annullano le componenti emotive proprie e dell’altro che non esiste se non per i propri scopi.

 

La violenza non ha età, fin da piccoli, fin da ragazzini sono in grado di arrivare a compiere qualsiasi gesto e purtroppo ciò che fanno in branco probabilmente non lo farebbero mai dai soli a tu per tu con la vittima. C’è una deresponsabilizzazione come se la colpa fosse in un certo senso divisa tra i membri del branco e c’è un rinforzo, ognuno alimenta l’altro, per questa ragione possono arrivare a violentare una povera ragazza in maniera così crudele.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore di AdoleScienza.it