ragazza mare

Violenze sessuali e gogna social. D’estate il pericolo maggiore. Ma dov’è finità l’umanità?


L’estate e le vacanze estive per gli adolescenti sono sinonimo di libertà, svago e divertimento. Svincolati da tutti i doveri legati alla scuola e alle attività extra-scolastiche, comprese quelle sportive, si sentono in diritto di uscire, di fare tardi, di invertire il giorno con la notte e di fare anche cose che in altri contesti e condizioni non farebbero mai.

In tutta questa libertà fisica e mentale hanno più occasioni individuali e di gruppo per spingersi oltre, per “colmare” la noia, per passare il tempo, per ricercare un po’ di adrenalina e di stimoli fuori dalla routine. Trascorrono anche molto più tempo con il gruppo, con gli altri e questo è uno degli elementi che funge maggiormente da amplificatore.

Il gruppo esalta, rinforza e devia anche i più inibiti e chi non avrebbe mai messo in atto un determinato comportamento da solo.

Vacanza significa anche mare, viaggi, stare fuori casa e, quando si è senza controllo, ci si sente ancora più liberi di esprimersi e di evadere. In vacanza senza i genitori o nei posti di villeggiatura si parte proprio con l’intento di andare oltre. Questo porta molto spesso all’abuso di alcol, a non dormire, a frequentare feste di ogni tipo e genere e ad avere rapporti molto spesso occasionali e tante volte a rischio.

Questo, in fin dei conti, è un meccanismo che è sempre esistito: tipicamente i ragazzi durante l’estate si sono sempre sentiti più liberi di superare i limiti. Il problema, oggi, è che ci sono anche tutta una serie di droghe che fin dalla tenera età vengono mescolate anche con bevande alcoliche che esaltano, che “cancellano la memoria”, che disinibiscono talmente tanto che a volte si mettono in atto anche comportamenti nocivi e dannosi per la propria salute. Oggi, poi, il vero problema, è che sono tutti armati e muniti di telefonino e il tutto viene spesso ripreso e riproposto sui social network e nelle chat di messaggistica istantanea.

Dall’innamoramento alla violenza

Il binomio adolescenza ed estate significa anche innamoramenti lampo, si perde la testa per qualcuno e ingenuamente tante volte ci si fida, non si pensa che ci possa essere malizia, che si possa subire quello che invece subiscono in maniera silente troppe ragazze. Scattano spesso violenze, non solo psicologiche e verbali, anche fisiche e sessuali, ragazzi che in branco si trasformano in bestie senza un briciolo di empatia, che agiscono in preda al soddisfacimento dei propri bisogni e dei propri istinti. Ci si sente in diritto di seguire una ragazza, di appropriarsi di lei, che da sola, contro un ragazzo o un gruppo, non ha decisamente capacità di difendersi e divincolarsi e si sente costretta a subire passivamente ciò che decidono di farle.

Ci si nasconde ancora dietro il “lei ci stava”e quasi ancora si crede al “se l’è cercata”. Il fatto di trovarsi da sola in spiaggia, in discoteca, in un luogo isolato, in una condizione di potenziale rischio, è come se autorizzasse in un certo senso la violenza, come se la colpa fosse del vestito che una persona indossa o del posto in ciò si trova. Ragazzi che vedono il corpo e non l’anima di una persona, che la reputano un oggetto dei loro divertimenti e che agiscono avendo la consapevolezza del gesto che stanno facendo ma con l’incosapevolezza delle conseguenze a breve e a lungo termine sull’altro.

Vengono messi in atto tutta una serie di meccanismi di disimpegnano da un punto di vista morale, si minimizza il gesto, non gli si attribuisce il suo reale significato di violenza sessuale. Si spoglia la vittima dei suoi aspetto più emotivi, più umani e si vede più come corpo, come oggetto di cui si può abusare.

Quando si parla di violenza sessuale, si tratta di violenza non solo fisica ma anche psicologica che fa tremare la psiche, che destabilizza e fa vivere in preda ai sensi di colpa e alla paura. In fin dei conti TROPPE RAGAZZE SONO VITTIME DELLA LORO STESSA INGENUITÀ. Questo tipo di violenze avvengono quando si abbassa la guardia, quando si perde la cognizione di ciò che si sta facendo, quando anche gli amici hanno abbassato il livello di vigilanza. E’ proprio in quei momenti che si diventa una preda troppo facile di carnefici vigliacchi e, purtroppo, oggi sono sempre di più anche nascosti dietro le vesti di ragazzi “normali” e di quelle famose “buone famiglie”. Buona famiglia non è sinonimo di benessere economico come l’ignoranza comune crede, è sinonimo di valori, di regole, di contenimento, non imposte ma fate vivere e fate comprendere. Essere buon genitore non significa dire cosa fare e non fare ad un figlio, significa fare, essere un buon esempio, stare con il figlio in termini di presenza psichica, non per forza fisica. Lo sappiamo tutti che non c’è più tempo e si va tutti sempre più di fretta e di corsa, ma i figli hanno bisogno del tempo dell’educazione e di sapere che il genitore è la sua autorevolezza ci sono.

La paura della denuncia e dello stigma sociale

Tante ragazze poi non denunciano, sono terrorizzate dal parlare, dal raccontare ciò che è successo, fa paura il giudizio, affrontare se stessi, gli altri che ancora tendono a dare la colpa alla vittima e non al carnefice e soprattutto ai genitori. Basti vedere la gogna social a cui si è sottoposti, quelle frasi, parole, insulti, tutto quell’odio in rete. Ogni cattiveria che riattiva il dolore e la violenza, a volte fa più male l’insensibilità e crudeltà umana che si sfoga quando accade agli altri.

Le ragazze vivono un profondo senso di vergogna e di colpa nei confronti dei genitori perché la maggior parte delle volte la violenza scatta nel momento in cui si stanno facendo cose che non si dovrebbero fare, che non potevano essere fatte e quindi si ha paura anche di deludere e di far arrabbiare i genitori. Ci si vergogna di parlare con loro degli aspetti sessuali e di raccontare che il proprio corpo è stato violato, si teme di non essere compresi e di essere additati come una dai facili costumi. Spesso ci sente confusi e frastornati, non si ricordano i dettagli che a volte non si vogliono raccontare, solo il corpo ricorda, il corpo sa cosa è successo e la mente troppe volte, invece, rimuove perché non riesce ad accettare.

Adolescenti inconsapevolmente violenti

Oltre alla profonda crisi di valori, la colpa è di una dis-educazione o assenza di educazione da parte della famiglia e della scuola. I bambini, gli adolescenti non sanno più stare insieme, non sanno più interagire tra loro, non sanno più condividere nel vero senso del “dividere con”. A volte è prioritario fare un video o una foto da poter poi condividere piuttosto che mettersi nei panni dell’inconsapevole attore del momento.

Il problema vero è che è cambiato il senso delle relazioni dell’amicizia, dei valori, la concezione dell’importanza dell’aiuto si è affievolita drasticamente, come per troppi adolescenti, il concetto di divertimento, di gioco e di scherzo ha acquisito una valenza prettamente soggettiva, non relazionale. L’asticella del limite è arrivata troppo oltre e spaventa realizzare che non si fermerà, e questo tipo di comportamenti, sembra stia diventando sempre più “normale”. INCONSAPEVOLEZZA E IRRESPONSABILITÀ SONO I VERI MALI DEGLI ADOLESCENTI DI OGGI e alla base di questa assenza di morale e di valori c’è sempre l’educazione e i valori che oggi a quanto pare non si è più grado di trasmettere.

Sesso e alcol, un mix particolarmente rischioso: quali sono i numeri?

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, l’80% degli adolescenti che abusa di alcol dichiara di aver fatto sesso promiscuo e con più persone nell’arco della stessa sera. In questo modo, aumenta notevolmente il rischio di incorrere in malattie sessualmente trasmissibili senza che abbiano consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro.
Il rischio però è anche quello delle gravidanze precoci. Infatti, sono 2 su 100 le ragazze che dichiarano di essere rimaste incinta e, di questa percentuale, la maggior parte di loro, circa l’85% dichiara anche di aver abusato di alcolici.

Purtroppo quando non si è pienamente coscienti e lucidi si rischia di mettersi in condizioni particolarmente rischiose e di incorrere anche in forzature e in vere e proprie violenze. Infatti, 1 adolescente su 50 dichiara di aver fatto sesso perché costretta a farlo e di loro l’81% afferma di bere alcolici.

 di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Questo articolo è stato ripreso dal mio blog AdoleScienza sul L’Espresso.

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