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Writer che rischiano la vita: arte o vandalismo?


Il WRITING è un fenomeno molto diffuso in Italia, soprattutto tra i più giovani, che si uniscono e dipingono fondamentalmente i muri delle città. A volte si spingono fino al limite e qualcuno ogni tanto muore per aver osato troppo.

 

Writing, tra TAG e CREW

I WRITER sono i graffittisti ossia coloro che fanno i graffiti. Armati di bombolette fino ai denti, bandane in faccia per coprire il più possibile il volto, cappucci scuri, felpe e tute tendenzialmente scure per mimetizzarsi nella notte o rendersi  irriconoscibili ed anonimi, soprattutto alle telecamere, girano per le strade della città per scrivere di loro stessi e della loro crew.

La CREW è il gruppo, la squadra, sono coloro che vivono seguendo un determinato stile e filosofia di vita, che si sostengono, si rispettano tra loro e aiutano a vicenda e soprattutto si coprono le spalle. Anche la crew ha un nome, spesso un acronimo che racchiude qualcosa in cui si riconoscono. I ragazzi si riconoscono nei valori del gruppo, in genere sono tutti writer o quasi, molti di loro ascoltano anche la musica rap, la creano in tanti casi, quella Hip Hop, a volte ballano, altre amano anche gli sport più estremi o comunque forti. Non vorrei far passare erroneamente il messaggio che si muovano sotto effetto di sostanze, ma come tutti gli altri adolescenti non writer anche loro spesso fanno uso di alcol e droghe leggere, cosa che non induce e conduce a scrivere sui muri.

Il TAG o come la chiamano in molti la Tag è la famosa firma, è il nome del writer, ciò che lo identifica e che fa capire che è lui o lei. E’ in genere breve, di poche parole, va scritto in fretta, anche in posti a rischio. Viene scelto dal writer e nasce a volte da un gioco di parole, o è una parola che gli piace, che suona bene, un accostamento di lettere che rende bene a livello visivo, ma in genere ha un significato, tanto che diventa il suo alter ego. Le persone a volte li chiamano con il Tag, molti li conoscono solo con lo pseudonimo e non per il nome reale.

 writing arte

QUANTI SONO GLI ADOLESCENTI WRITER?

Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, di cui sono Presidente, il 16% degli adolescenti italiani dichiara di essere un writer, di aver disegnato o scritto sui muri e sulle metro.

Circa l’85% predilige i muri, mentre il 10% di loro predilige le stazioni e le metropolitane rispetto ad un 5% che prende di mira le scuole.

 

ARTE O VANDALISMO?

Certe volte si rimane incantanti davanti a delle vere e proprie creazioni, ci sono coloro che puntano alla qualità e altri che puntano alla quantità, chiamati in gergo bomber che prediligono la struttura semplice e puntano a mettere in circolazione il numero maggiore di pezzi.

Il writer tendenzialmente non usa i muri legali, spesso però li usano per allenarsi, per vedere quanto ci mettono a finire una data scritta, per fare delle prove sui disegni e colori, in modo tale da essere pronti per scrivere in maniera completamente illegale e rischiosa nelle metropolitane, nei muri dei palazzi, nei muri adiacenti i binari dei treni, stazioni, vetrine, nei posti pubblici, visibili a tutti, per lasciare un segno per dimostrare quanto sono bravi e coraggiosi.

 

LE SCRITTE COME DIMOSTRAZIONE DEL PROPRIO VALORE

 

Nel momento in cui si scrive si deve lasciare il segno e un segno, di se stessi attraverso il proprio tag e della propria crew. Il valore si acquista non solo con la qualità grafica, ma soprattutto con il posto in cui si riesce a fare la propria scritta. Spesso situati in luoghi in cui si può accedere attraverso tombini o fori nelle recinzioni, muri da saltare, in cui si corre il rischio di essere scoperti dalla Polfer o dalle guardie notturne. Quando si esce in gruppo c’è sempre un palo che copre le spalle. Si cerca il posto più alto, più rischioso da raggiungere, quasi impossibile. Si vedono delle scritte sui cavalcavia, del raccordo, delle autostrade, sui muri dei palazzi ad altezze vertiginose, sono ragazzi a volte anche atletici perché devono essere pronti a scappare velocemente e devono essere in grado di saltare da una parte all’altra.

writing treno

In tanti casi si deve dimostrare alle altre crew il valore della propria squadra, fanno le sfide, se qualcuno scrive sopra la propria scritta o quella di un membro del proprio gruppo scatta la reazione immediata e a volte si scatenano anche vere e proprie risse tra crew.

Oggi nell’epoca dei social network, i writer usano anche i profili come vetrina per far vedere a tutti quanto sono “fighi” e dove sono riusciti a fare le scritte. È un’ulteriore sfida che fanno anche alle istituzioni. “Tutti mi conoscono e non mi riescono a beccare”, mi disse un giorno un ragazzo.

Oggi usano anche prodotti chimici per lasciare il segno in maniera indelebile, ricorrono a sostanze acide,  dannose anche per la salute, che corrodono il vetro, soprattutto quello delle metro, di autobus e tram che non si possono cancellare in nessun modo.

Se le scritte si possono verniciare, queste fatte con l’acido no e creano un danno enorme ai mezzi pubblici. Spesso lo fanno anche nelle vetrine dei negozi, tutto contro lo Stato, a detta di molti di loro, contro le istituzioni, per sfida e per non essere beccati delle “guardie”.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore di AdoleScienza

 

 

 

 

 

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