alcol ragazzi

Abbuffate alcoliche: un problema sottovalutato, ma sempre più diffuso tra i giovani


L’abuso di bevande alcoliche è ancora troppo sottovalutato, nonostante sia estremamente diffuso e comporti conseguenze gravissime sulla salute.

I numeri relativi ai giovani che consumano alcol sono decisamente preoccupanti e lo confermano anche i dati di una recente ricerca dell’Istituto Toniolo, pubblicata all’interno del volume “La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2019” (https://www.istitutotoniolo.it/la-condizione-giovanile-in-italia-rapporto-giovani-2019/) .

Lo studio evidenzia come l’87,6% dei giovani, tra i 18 e i 35 anni, consumi in media 5,3 drink alla settimana, con i maschi che bevono più delle femmine. Un profilo preoccupante, soprattutto se si pensa al fenomeno sempre più diffuso del binge drinking (abbuffate alcoliche), ossia l’assunzione di elevate quantità di alcolici, concentrata in brevissimi periodi di tempo. Si tratta di un’abitudine che coinvolge almeno il 20% dei giovani, soprattutto nei fine settimana.

L’eccessivo consumo di bevande alcoliche è una tendenza che si acquisisce ormai sin dall’adolescenza: dalla ricerca è emerso, infatti, che 1 ragazzo su 3 inizia a bere dall’età di 15-16 anni.

Abusano di alcol sin da giovanissimi

Il problema è che i ragazzi non solo si avvicinano all’alcol sempre più precocemente, ma ne abusano già a partire dagli 11-12 anni: è ciò che viene confermato anche dalle nostre ricerche. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, infatti,  nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 13 anni, il 36% dichiara di aver assunto bevande alcoliche e 1 su 10 si è già ubriacato. Tra i ragazzi più grandi i numeri salgono notevolmente poiché è il 55%, dai 14 ai 19 anni, a bere alcolici.

Per quanto riguarda il binge drinking, parliamo del 24% degli adolescenti italiani che arrivano a fare le abbuffate alcoliche, con maggiore frequenza durante le feste, le vacanze estive o il fine settimana. I ragazzi, infatti, avendo più tempo a disposizione, vivono questi momenti come un’evasione dai loro problemi e sentendosi svincolati dai doveri della loro quotidianità, si sentono in diritto di fare tutto e di andare oltre.

Giovanissimi sempre più attratti dall’alcol: tra inconsapevolezza e bisogno di evadere


Perché lo fanno e quali sono gli effetti?

La messa in atto di comportamenti a rischio in questa fase della crescita non è certo una novità, rappresenta anche un tentativo di andare contro le regole, staccarsi da quei modelli imposti dagli adulti che iniziano a stare stretti, per ricercare una propria autonomia e identità.

Bere o fumare diventano un segno, per tanti di loro, di omologazione sociale e anche social, visto che spesso queste attività vengono condivise sui propri profili social per testimoniare ciò che è stato fatto, alla ricerca di approvazione e riconoscimento.

Non bisogna dimenticare però che l’abuso di alcol, in una fase di sviluppo delicata come l’adolescenza, può avere effetti devastanti, portando a complicanze gravi e danni irreversibili fino, in alcuni casi, alla morte, considerando che spesso i ragazzi mischiano gli alcolici con energy drink, farmaci e droghe per amplificare gli effetti e raggiungere più rapidamente lo sballo.

Il rischio maggiore, infatti, è quello di mettere in atto determinati comportamenti estremamente nocivi per la salute, senza avere piena consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.


Come si può intervenire?

Certamente bisognerebbe fare prevenzione a partire dalle scuole primarie, informando i bambini in maniera più sistematica sui danni e sull’impatto degli alcolici sulla salute: nel momento in cui le conseguenze non sono immediate ma a lungo termine, i ragazzi fanno ancora più fatica a prendere consapevolezza del problema e ad avvertirlo come un pericolo reale.

Non avendo una maturità e un’autonomia psichica, quando abusano delle sostanze alcoliche lo fanno in maniera irresponsabile, completamente in balìa dell’inconsapevolezza e degli eventi.

Per tale ragione, c’è un bisogno enorme di responsabilizzarli, sin da quando sono piccoli, evitando di fare paternali o parlare unicamente in termini allarmistici.

Il concetto di limite si costruisce in una fase precoce e deve essere interiorizzato gradualmente, in modo tale che crescendo i figli siano in grado di tutelarsi autonomamente e sappiano dire no quando si accorgono che si sta esagerando, anche quando il gruppo fa delle cose che non si dovrebbero fare.

Sempre più alcol tra gli adolescenti: perché e cosa devono fare i genitori?

Redazione AdoleScienza