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Alcol e droghe in gita scolastica: i ragazzi alla ricerca di trasgressione


È sempre più frequente l’uso di alcol e droghe da parte degli adolescenti, soprattutto nei momenti in cui si sentono più liberi, sono in gruppo e il desiderio di trasgredire alle regole è più alto, come avviene ad esempio durante le gite scolastiche.

Ecco, infatti, l’ennesimo caso di cronaca in cui un adolescente si fa male e viene ricoverato dopo aver fatto uso di droga, proprio durante una gita: un problema estremamente diffuso tra i ragazzi, a noi molto chiaro e ben conosciuto. I dati del nostro Osservatorio Nazionale Adolescenza evidenziano che il 55% degli adolescenti beve alcolici, il 31% fuma le canne (hashish e marijuana), il 4% fa uso di cocaina, il 3% di pastiglie e droghe sintetiche.

La messa in atto di comportamenti a rischio, in una fase di crescita come l’adolescenza, è un modo per andare contro le regole, staccarsi dai modelli imposti dagli adulti che iniziano a stare stretti, per ricercare una propria autonomia e identità. I ragazzi sono alla ricerca di divertimento adrenalinico, sballo e sensazioni forti, che li inducono ad estraniarsi da ciò che vivono quotidianamente.

Il problema oggi è che si portano sempre più al limite, assumono spesso sostanze di cui non conoscono la provenienza e non si rendono conto dei reali rischi che corrono. Quando c’è il divertimento, la condivisione con i compagni, la divisione di responsabilità, il sentirsi parte di un gruppo, i rischi e le conseguenze delle proprie azioni passano in secondo piano, si pensa solo a divertirsi e sballarsi e non si riflette sul fatto che si rischia a volte anche la vita.

 

Cosa rappresentano le gite scolastiche per gli adolescenti?

La gita scolastica diventa per molti ragazzi l’occasione per spingersi oltre, per evadere, per mettere in atto tutte una serie di condotte trasgressive che, fatte di nascosto dai prof., risultano ancora più allettanti; molte volte, però, si accompagnano anche ad azioni che possono mettere a repentaglio la salute o anche la vita dei ragazzi che, dopo aver assunto alcol o droghe, arrivano ad esempio a scavalcare finestre o camminare sui cornicioni.


Sono all’ordine del giorno i festini “abusivi” in cui i ragazzi in gita si ritrovano in una stanza d’albergo in gruppo, si ubriacano, fumano spinelli, assumono droghe sintetiche o cocaina, dove spesso anche chi non è abituato a bere o ad assumere sostanze oltrepassa i limiti, con il rischio di mettersi in pericolo, intossicarsi o avere reazioni molto gravi, come mostrano i recenti casi di cronaca.


Ormai, inoltre, sono sempre di meno i professori che accettano di portare i ragazzi in gita perché non sanno cosa aspettarsi, temono che gli studenti possano farsi male e non vogliono assumersi la responsabilità per le azioni da loro commesse. Sicuramente bisogna riflettere su quello che succede e non basta evitare di portare i ragazzi in gita oppure, come accade di solito, limitarsi a sanzionare i comportamenti sbagliati o ad intervenire quando ormai è troppo tardi. Non basta neanche dirgli che non devono bere o drogarsi perché fa male, lo sanno già, ma non conoscono i meccanismi sottostanti, non comprendono i limiti delle sostanze e del loro corpo, non sanno se e quanto si possono spingere.

Bisogna analizzare il problema dal loro punto di vista, trovando una modalità comunicativa e interattiva che possa essere ascoltata e compresa dagli adolescenti, bisogna accompagnarli e aiutarli a ragionare con la propria testa in modo da non rendersi condizionabili, magari per paura di essere esclusi dal gruppo.

Redazione AdoleScienza.it