Alcol

Emergenza alcol: in Italia si beve sempre più spesso, soprattutto in adolescenza


L’abuso di bevande alcoliche è ancora troppo spesso sottovalutato, nonostante sia estremamente diffuso e comporti conseguenze gravissime sulla salute.


In Italia sono 8 milioni e 600mila i consumatori di alcol (23,6% uomini e 8,8% donne) e due le fasce più a rischio: quella dei 16-17enni e quella degli anziani tra i 65 e i 75 anni. Sono stati registrati 39.182 accessi al Pronto Soccorso, 68mila persone alcoldipendenti sono state prese in carico dai servizi e 4575 sono stati gli incidenti stradali causati dall’uso di alcolici.


Sono solo alcuni dei dati più rilevanti emersi dalla Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2018 in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa dal Ministro della Salute Giulia Grillo (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2844_allegato.pdf?fbclid=IwAR3Btw3nPIWWrNiUaji01dokD9dLOmsDLRnW_DCbu613iFRQ8-usN_JDBJo).

Si tratta di dati che dipingono un quadro preoccupante e che ci fanno comprendere quanto sia dilagante e pericoloso il fenomeno.

Giovani sempre più attratti dall’alcol: sono consapevoli dei rischi?

Sono circa 700mila i minorenni, sia maschi che femmine, che fanno uso di alcol, spesso senza avere piena consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni.

L’abuso di alcol, in questa fase delicata di sviluppo, rappresenta un problema molto serio: può avere effetti devastanti, portando a complicanze gravi e danni irreversibili fino, in alcuni casi, alla morte.

Sempre più spesso, infatti, i ragazzi mischiano gli alcolici con energy drink, farmaci e droghe per amplificare gli effetti e raggiungere più rapidamente lo sballo.

Giovanissimi sempre più attratti dall’alcol: tra inconsapevolezza e bisogno di evadere

Lo confermano anche i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza: i ragazzi si avvicinano all’alcol sempre più precocemente; nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 13 anni, il 36% dichiara di bere bevande alcoliche e 1 su 10 si è già ubriacato. Nei ragazzi più grandi la percentuale sale notevolmente: il 55% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni beve alcolici e il 24% ne ha abusato fino a stare male. Oltre 3 adolescenti su 10, inoltre, hanno partecipato a giochi e sfide lanciate in rete che prevedono ad esempio di bere tutto in un sorso una bevanda alcolica, generalmente un superalcolico.

L’alcol mette a dura prova il corpo, lo mette sotto pressione, altera la soglia del dolore e la capacità di percepire il pericolo, inibendo la lucidità mentale e aumentando il rischio di farsi male.

In quei momenti,  i ragazzi si sentono onnipotenti, pensano solo all’aspetto ludico legato al divertimento e non riflettono sugli esiti immediati di ciò che stanno facendo.

Come è possibile intervenire?

Bisognerebbe puntare davvero sulla prevenzione e partire sin dalle scuole primarie, informando i bambini in maniera più sistematica sui danni e sull’impatto degli alcolici sulla salute, considerando che viviamo in una società che troppo spesso ormai normalizza questi comportamenti.

C’è un bisogno enorme di responsabilizzarli, sin da quando sono piccoli, evitando di fare paternali o parlare unicamente in termini allarmistici: il concetto di limite si costruisce in una fase precoce e deve essere interiorizzato gradualmente di modo che, quando saranno più grandi, potranno tutelarsi autonomamente, imparando a mettersi da soli dei paletti e dei limiti.

Sempre più alcol tra gli adolescenti: perché e cosa devono fare i genitori?

di Redazione AdoleScienza.it