Young boy looking at her friend smoking sitting on staircases

I baby tossicodipendenti sono sempre di più


Acquistare marijuana e cocaina è facile e poco costoso: oggi gli stupefacenti (abbinati o no agli psicofarmaci) sono usati anche da bambini che vengono da “famiglie normali”, spesso ignari dei rischi che corrono. 

I consumatori di cannabis, cocaina, eroina sono sempre più giovani

Nel 2018, nei servizi dei Centri Fict, la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, è stato registrato un aumento del 34 % di Minori anche con meno di 12 anni che hanno assunto sostanze stupefacenti per la prima volta. Il 16% ha fatto uso di eroina, il 72% di cocaina, il 42% di cannabinoidi, il 26% di allucinogeni.

I danni per il cervello in formazione 

Inutile soffermarsi sulla differenza tra droghe leggere o pesanti: “La distinzione non ha alcun senso. In una persona giovane l’uso di sostanze psicoattive interviene su un cervello in formazione con effetti preoccupanti, basti pensare che la cannabis può provocare l’insorgere di disturbi psichiatrici molto gravi. Per di più oggi i ragazzini assumono cocaina o eroina assieme a un’infinità di altre sostanze illegali o legali (come gli psicofarmaci)”, continua il dottor Riccardo Gatti. “Stranamente, mentre sulle droghe illecite esiste una certa attenzione, sull’uso improprio di medicinali c’è poco controllo. Eppure possono provocare gli stessi danni”, assicura l’esperto.

La conferma arriva anche da Maura Manca, psicologa e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza Onlus. “I ragazzini si imbottiscono di varie sostanze psicostimolanti, mischiano il tutto anche con i farmaci per aumentare lo sballo. Un poliabuso conseguenza anche del proliferare di baby spacciatori. A provare droghe di qualunque genere sono spesso ragazzini che vivono in ‘famiglie normali’, non in contesti a rischio”, continua la dottoressa Manca.

I campanelli d’allarme

L’errore più comune è quello di pensare che un giovane che fa uso di sostanze stupefacenti abbia manifestazioni legate all’umore molto evidenti.

“Non sempre è così”, assicura la dottoressa Manca. “A volte i segnali non sono particolarmente eclatanti, soprattutto se il ragazzo ha iniziato da poco a drogarsi. Bisogna perciò imparare a cogliere i piccoli cambiamenti: aumentare l’attenzione se fa ragionamenti diversi dal solito, reagisce con lentezza alle nostre domande o richieste, se è spesso assonnato, chiuso e nervoso o al contrario particolarmente euforico. Sono campanelli d’allarme da non sottovalutare”, afferma la psicologa.


Come mai i ragazzi hanno bisogno di assumere tali sostanze? Come accorgersi se un figlio si droga?

Ne abbiamo parlato sul settimanale Star Bene, in edicola dal 27 agosto 2019, in un articolo di Benedetta Sangirardi in cui la dott.ssa Maura Manca ha spiegato come i ragazzi arrivano, sin da giovanissimi, a far uso di sostanze stupefacenti, sottovalutando i rischi che corrono.

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