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Scuole chiuse e adolescenti in vacanza. Aumenta il rischio delle intossicazioni alcoliche, selfie a rischio e abuso di droghe


SCUOLE CHIUSE, ORA CHE SONO IN VACANZA COSA SI RISCHIA?

Attenzione a non lasciarli troppo a briglia sciolta. Nonostante sia approvata la libertà e lo scarico dello stress accumulato dai ritmi scolastici, il controllo e il monitoraggio delle loro azioni deve essere sempre presente perché le vacanze possono essere un’arma a doppio taglio.

Agli occhi dei ragazzi sembra che tutto sia concesso visto che hanno “faticato” con la scuola, dimenticandosi che sarebbe un loro dovere, e spesso rischiano di superare dei limiti che possono avere anche conseguenze piuttosto negative.

Basterebbe semplicemente vedere le statistiche per rendersi conto che il numero delle intossicazioni alcoliche, da droghe, o degli incidenti stradali che coinvolgono i giovanissimi in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, aumenta notevolmente. Perché?

UN QUADRO ALLARMANTE. I DATI SUL TERRITORIO ITALIANO

L’ALCOL È UN PROBLEMA TROPPO DIFFUSO

Il problema è che l’assunzione di alcol e droghe è un comportamento troppo diffuso tra gli adolescenti italiani, anche durante il corso dell’anno, che va notevolmente ad intensificarsi nel periodo estivo.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza, oltre 6,5 ragazzi su 10 bevono regolarmente bevande alcoliche, di cui 4 su 10 sono maschi.

Il 22% degli adolescenti beve birra, l’11% superalcolici, il 17% cocktail alcolici e il 50% fa un mix di tutto. Nella stessa serata i ragazzi quindi arrivano ad ingerire birra, shottini che ubriacano in fretta e costano poco e cocktail alcolici prettamente in discoteca e nei locali.

Il dato più preoccupante è che il 70% degli adolescenti beve tutte le volte che esce con gli amici, anche durante la settimana e il 20% anche a casa durante i pasti o quando i genitori non ci sono.

3 adolescenti su 10 dichiarano di bere spesso intenzionalmente fino a sentirsi male.

Il 36%, quasi 4 adolescenti su 10, di cui 24% maschi e 12% femmine, sono binge drinker, ossia bevono in maniera incontrollata oltre 5 bevande alcoliche di seguito con l’unico scopo di ubriacarsi.

MIX LETALI DI ALCOL E DROGHE

Quasi 1 adolescente su 10, fa uso anche di cocaina e di sostanze chimiche come metanfetamine, crack, crystal, ecstasy, allucinogeni in genere, di cui il 4,6% sono maschi e il 2,4% femmine. Queste droghe vengono mischiate alle canne, fumate da 4 adolescenti su 10, e all’alcol.

Il 25% degli adolescenti che beve energy drinks mischiati ad alcol è anche un binge drinker, ossia beve durante il week end in maniera incontrollata. Il 22,3% si fa anche le canne e il 7% di loro guida in modo imprudente e anche in stato di ebbrezza.

PERCHÉ DURANTE LE FESTE AUMENTANO LE INTOSSICAZIONI DA ALCOL E DROGHE?

Durante il periodo delle feste i giovani non sentono la pressione della scuola, hanno in qualche modo fatto il loro dovere, quello che gli viene imposto, e quindi ora si sentono in diritto di fare tutto. Sono più deresponsabilizzati perché sono quasi completamente svincolati dalle abitudini dettate dalla scuola e dalla famiglia. Anche i genitori stessi danno più facilmente la libertà ai ragazzi, i quali fanno anche leva sul “ci vanno anche gli altri”, “lo fanno anche gli altri”, perché in quella fascia di età, gli altri sono decisamente importanti.

Tanti ragazzi arrivano a comportarsi come non si sarebbero mai comportati se non fossero stati con gli altri. E’ molto condizionante l’effetto gruppo, l’effetto feste e l’effetto approvazione degli altri.

In più hanno più tempo a disposizione, non hanno vincoli legati all’orario per andare a dormire o l’incubo della sveglia la mattina che suona. Possono anche ubriacarsi, andare oltre, eccedere perché hanno il tempo per recuperare e anche se sono distrutti non succede niente, perché tanto sono in vacanza.

Per questa ragione osano di più, sono presi dall’euforia dei periodi di festa, il gruppo ha una funzione di rinforzo positivo e negativo fondamentale, la movida notturna offre nuove attrazioni tutte da sperimentare, si sta fuori spesso fino all’alba.

Ed è così che nascono le nuove mode social, le nuove sfide, le nuove trovate adolescenziali, basate sullo sballo e sull’alterazione psico-fisica.

Si portano troppo spesso al limite e talvolta lo superano pur di rinforzare il loro ruolo e l’approvazione sociale e social, fino a rischiare di farsi seriamente male o di morire.

SOCIAL NETWORK: IL NUOVO TESTIMONE DELLE INTOSSICAZIONI ALCOLICHE ADOLESCENZIALI


Nei mesi delle vacanze estive le bacheche dei social network raccontano in maniera più approfondita la ricerca di se stessi di questi ragazzi. Mode, tendenze, disagi, emerge tutto, alla spasmodica ricerca di follower, like e quindi di riconoscimento e approvazione.


In tutto questo sbucano foto private o profili pubblici con migliaia di “mi piace” messi a coloro che si ritraggono, o come dicono loro selfano, nell’ingerire bevande alcoliche, oppure che si fanno fotografare totalmente ubriachi, magari nel momento in cui si abbraccia la tazza del bagno, magari dopo una bella vomitata con l’amico che tiene dritta la testa o che ride mentre riprende le gloriose gesta dell’amico. Immagini che dipingono che si è ingerita un’ingente quantità di alcol, anche al limite del coma etilico, che li rappresentano più “fighi” agli occhi del grande social fratello.

“Foto ricordo” messe a disposizione del web, pronte per essere viste e, soprattutto copiate, che scorrono sotto gli occhi degli ignari genitori che non sanno che molti di loro hanno un profilo nascosto sotto falso nome per fare queste cose.

Non è importante il tipo di bevanda alcolica ingerita perché l’unico scopo è l’ubriacatura, quindi la perdita di controllo dovuta all’assunzione di quantità superiori rispetto alle proprie capacità fisiologiche, ancora più deleteria in questa fascia di età, in fase di sviluppo, che può portare anche nei casi più gravi alla morte.

IL RISCHIO IN VACANZA È ANCHE QUELLO DEI SELFIE ESTREMI.

I “morti da selfie” sono diventati un problema emergente. Su 11.500 ragazzi l’8% è stato sfidato a fare un selfie estremo e 1 su 10 lo ha fatto mettendo a rischio la propria incolumità. In più, il fatto che queste sfide o “prove di coraggio” vengano condivise in rete, alla ricerca di like e approvazione social, rinforza la sensazione di piacere e ricompensa data dal numero di “mi piace” ricevuti. I social in questo caso fungono da amplificatore, rischiando di andare a rinforzare questi comportamenti, pur non essendone la causa e soprattutto favoriscono l’effetto contagio e quindi una diffusione per emulazione.

di Maura Manca