suicidio adolescenza

Adolescenti suicidi in forte crescita per un cuore infranto, un problema scolastico o familiare


Gesti estremi di adolescenti sconfitti dalla vita, da una delusione d’amore e da un problema scolastico, ad una litigata con i genitori. È la triste realtà del numero in crescita dei più giovani che non hanno strumenti per affrontare in maniera adattiva la vita. Ennesimo caso di cronaca in cui un 13enne sembrerebbe dopo l’ennesimo rifiuto da parte di una coetanea si è tolto la vita impiccandosi ad un albero.

Non parliamo delle vittime di bullismo e cyberbullismo o di violenza all’interno della coppia compreso il cyberstalking.

Troppi suicidi di adolescenti sempre più piccoli per motivazioni legate apparentemente alla scuola o alle delusioni d’amore. Più raramente ci sono suicidi messi in atto per vendetta o ripicca, per colpire le persone individuate come responsabili del proprio malessere che possono essere genitori, fidanzati, amici o ex fidanzati. Si impiccano, si buttano dalla finestra con una facilità disarmante. Non combattono, non lottano per tenersi aggrappati alla vita. La causa scatenante del malessere nei casi soprattutto di cuori infranti è il rifiuto, è il manifesto, ciò a cui viene attribuita la colpa di aver indotto il gesto estremo.

Quando succedono queste cose però NON è solo un fattore quello che induce un adolescente a togliersi la vita. Non è un brutto voto, una bocciatura, una delusione amorosa o un cuore infranto, la disperazione per la perdita, la “causa” di un suicidio in questa tenera età, c’è comunque una vulnerabilità consolidata e una fragilità emotiva importante. Non si hanno altre risorse interne per affrontare il problema e non si vede altra via d’uscita.

disperazione

Disagi non risolti, non espressi, situazioni che non sono state esternalizzate dal ragazzo che si sono innescate nel momento in cui ha ricevuto il rifiuto. Tante volte non hanno ancora sviluppato una maturità affettiva adeguata per affrontare determinate situazioni.

Bambini e adolescenti tanto grandi nella rete, alle prese con il mondo, con l’onnipotenza di internet in cui ci può esprimere liberamente e realizzarsi. Adultizzati perché a contatto con video e immagini spesso non appropriati per la loro età, alle prese già con un mondo che non sono in grado di affrontare e gestire. Un gap tra reale e virtuale a volte molto importante, una delega costante alla tecnologia che non li aiuta nel loro processo di crescita e di individuazione. Famiglie troppo disgregate e non solo in termini di incremento di separazione e di divorzi, ma proprio al loro interno. Genitori che perdono un ruolo, che non sono più efficaci, troppo lascivi o permissivi o troppo rigidi e severi.

Comunque un cosa è certa, il suicidio non arriva mai dal nulla, in qualche modo, per via diretta o per via indiretta, viene comunicato. Attraverso per esempio il non verbale con dei cambiamenti di umore, di abitudini, di comportamenti, l’appetito, il sonno che diventa irregolare e disturbato. Può anche manifestarsi isolamento, chiusura, diventano più schivi e sfuggenti, soprattutto però attenzione particolare ai cambiamenti repentini. Può essere intaccato il rendimento scolastico o la motivazione allo studio e si possono manifestare comportamenti ostili e aggressività e in alcuni casi anche consumo di alcol e droga.

Non vanno mai sottovalutate le loro parole, ciò che per un adulto non è importante magari per un ragazzo lo è. I più giovani sono molto concentrati sul presente, esiste solo ciò che stanno vivendo, le emozioni e i sentimenti vengono esasperati talvolta, si sposta tutto su una persona che si investe di un ruolo più importante di quello che dovrebbe rivestire. L’altro diventa tutto, l’unica ragione di vita e, nel momento in cui non si ha più tutto svanisce in un attimo, perde tutto di significato, anche la propria vita. Non si ha in questi casi una buona stima personale ed una considerazione del valore che si dovrebbe avere come persona, perde il senso tutto e quindi si può arrivare anche a farla finita.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore di AdoleScienza.it

 

 

 

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