ansia da prestazione

Ansia da prestazione nei bambini. Cosa possono fare i genitori?


L’ansia da prestazione è una condizione emotiva che può manifestarsi sin dall’infanzia e compromettere la serenità con cui i bambini dovrebbero vivere la loro vita.

Il voler ottenere risultati importanti ed essere al top può essere frutto di aspettative genitoriali troppo elevate dove il fallimento non può essere contemplato. Questa problematica, a lungo andare, provoca un senso di forte angoscia che può bloccare il bambino. Si sviluppa in lui la paura di andare a scuola e di svolgere qualsiasi tipo di attività, anche lo sport.

Il disagio viene spesso manifestato con pianto, crisi di ansia, problemi ad addormentarsi e sintomi somatici, come mal di pancia, nausea e mal di testa.

In qualsiasi contesto, i genitori giocano un ruolo fondamentale in quanto il loro atteggiamento influisce sullo stato emotivo con il quale il bambino vive la scuola, lo sport o i giochi con i compagni. Spesso i genitori, senza accorgersene, proiettano le aspettative personali nel figlio, vivendo i suoi successi e insuccessi come se fossero i propri, provando soddisfazione tendenzialmente quando il bambino riesce ad ottenere un determinato risultato. I piccoli percepiscono queste forme di aspettative consce ed inconsce ed incrementano in lui la paura di fallire soprattutto per non deludere i genitori.


Quali accorgimenti possono adottare i genitori affinché il figlio viva in maniera più serena le proprie esperienze?

1. Supportare il bambino in ogni attività: il bambino deve comprendere che voi genitori sarete sempre accanto a lui e che il vostro bene è incondizionato e non dipende dal risultato che ottiene.

2. Dare valore alla strada che si percorre, concentrando meno l’attenzione sul risultato: rinforzate i piccoli successi, l’impegno, le capacità mostrate. In questo modo, il bambino può godere di quello che sta facendo e sperimentare la sua efficacia, fattore molto importante per la sua crescita personale.

3. Lasciar emergere le sue passioni ed i suoi interessi: far scegliere a lui le attività extrascolastiche. Se il bambino trae piacere da ciò che fa, il successo è assicurato.

4. Se il bambino sembra ritirarsi in se stesso per la paura di sentirsi inadeguato, incoraggiatelo ad intraprendere nuove attività, senza costrizioni: sottolineate i suoi punti di forza, inviategli il messaggio che “può farcela”, tale da alimentare la sua autostima.

5. Imparate ad accettare anche gli insuccessi. Fate capire al bambino che è normale incontrare ostacoli e difficoltà e che non sempre si può vincere, anzi molte volte dai fallimenti si apprendono tante cose. Si può raccontare qualche esperienza personale a riguardo in modo tale da farlo sentire compreso.

6. Mostrare un atteggiamento rispettoso durante le attività del bambino. Non denigrate i compagni per far emergere lui e, soprattutto, non sottolineate quanto gli altri siano più bravi di lui.

7. Non fate mai i paragoni con gli altri, vostro figlio è unico e deve esprimersi in funzione delle proprie capacità.

La serenità e il benessere di un bambino non possono dipendere dalle sue prestazioni. Un bambino ha diritto di godere dell’esperienza senza essere sopraffatto dalla pressione di dover necessariamente raggiungere un certo livello. Il piacere non è legato al risultato finale!

Redazione AdoleScienza.it