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Genitori e vacanze al mare: quali sono le paure più grandi?



Spesso per molti genitori le vacanze estive rischiano di trasformarsi in un momento di ulteriore stress, ansia e nervosismo, perché organizzarsi e andare in spiaggia con i bambini è sicuramente impegnativo e richiede un’attenta organizzazione.

Dopo un anno di lavoro frenetico, il desiderio più grande sarebbe quello di staccare la spina e di godersi un relax totale, ma quando si hanno dei figli, in particolare se ancora piccoli, il concetto di vacanza inevitabilmente si modifica ed è importante pensarla su misura, tenendo conto in primis dei bisogni e delle esigenze dei bambini.

Dunque, partendo dal presupposto che i genitori sono sempre responsabili di qualunque cosa i bambini facciano, in uno spazio così ricco di stimoli e poco strutturato come può essere la spiaggia, dare dei limiti diventa ancora più importante ma bisogna farlo senza trasmettere ansia, apprensione e senza inibire la loro autonomia e i processi esplorativi.

Quindi ciò che conta è  definire, all’inizio della vacanza, poche regole, che siano chiare, e decidere insieme ai bambini lo spazio in cui possono giocare, stabilire il momento del sonnellino e l’orario in cui si possono fare il bagno, spiegare a cosa stare attenti e le modalità con cui rapportarsi con gli amichetti.

Quali sono le paure più grandi dei genitori in vacanza?

 

 

1) LA PAURA CHE SI PERDANO.

I bambini solitamente scorrazzano come delle schegge da un parte all’altra della spiaggia e una delle preoccupazioni è che, se si perdono un attimo di vista, possano allontanarsi inavvertitamente e, non avendo ancora sviluppato pienamente un senso dell’orientamento, rischiano poi di non riuscire più a ritornare. Una volta stabilito lo spazio entro il quale vostro può giocare liberamente, spiegategli nel caso in cui dovesse perdersi come deve comportarsi ad esempio, se è un po’ più grande, facendogli memorizzare il vostro numero di telefono o farlo rivolgere al bagnino o al bar della spiaggia. Buttate sempre un occhio per monitorare la situazione, senza però assillarlo di raccomandazioni continue.

2) LA PAURA DELLE SCOTTATURE E DEL SOLE.

Sicuramente è importantissimo proteggere i propri figli dai raggi solari e mettere in atto tutta una serie di accortezze per evitare colpi di calore. Ad esempio è bene evitare le ore più calde della giornata, far giocare il bambino all’ombra oppure sotto l’ombrellone, provvedere a spalmare le creme protettive circa ogni due ore, indossare un cappello o una bandana sulla testa e bere frequentemente in modo tale che non si disidrati. Detto questo però, non deve diventare un incubo per il bambino ma un’abitudine che deve man mano interiorizzare, spiegandogli che non è per fare un favore al genitore ma per stare bene al mare e non andare incontro a situazioni spiacevoli per lui, come dolorose scottature oppure giramenti di testa e insolazioni.

3) LA PAURA CHE POSSANO ANNEGARE.

Probabilmente questa è una delle paure più diffuse, anche perché tutte le estati la cronaca purtroppo riporta numerosi incidenti e tragedie in cui sono coinvolti i bambini. Sicuramente il mare può nascondere delle insidie ma non per questo bisogna trasmettergli tutte le angosce e le paure dei genitori, altrimenti si rischia che viva l’acqua con timore e riluttanza. Inizialmente, quindi, è importante aiutarlo a prendere confidenza con il mare e con l’acqua in generale e accompagnarlo alla scoperta di questo mondo. Fai sentire il tuo bambino sostenuto con la presa delle tue mani sicura ma allo stesso tempo non preoccupata e in tensione, creando con lui momenti di puro divertimento e condivisione. Poi man mano, gli si può lasciare più autonomia, soprattutto se il bambino è più grandicello, a patto che rispetti i limiti e le regole decise precedentemente, senza mai perderlo di vista: ad esempio quando è da solo non può andare dove non tocca, non deve superare una certa distanza e non può fare i tuffi dagli scogli.

4) LA PAURA DEGLI ANIMALI ACQUATICI.

Il mare può essere un luogo estremamente divertente in cui è possibile nuotare, fare i tuffi, schizzarsi, andare con la maschera sott’acqua ma alcuni animali che abitano il fondale marino possono essere in qualche modo pericolosi per l’uomo. Non andate anche voi troppo in ansia, ma cercate di spiegargli, facendogli magari anche vedere delle immagini, che se incontrano una medusa, un riccio oppure una tracina potrebbero farsi male perché questi animali acquatici per difendersi possono rilasciare delle sostanze che a contatto con la pelle possono creare dolore e fastidio. Non allarmateli eccessivamente ma metteteli semplicemente in guardia dei pericoli che potrebbero incontrare.

5) LA PAURA CHE SI POSSANO FARE MALE.

“Attento lo scivolo scotta”, “non correre, potresti cadere”, “la sabbia è sporca”,“l’acqua è fredda”: continuare a ripetere frasi di questo tipo ininterrottamente, rischia di trasformare un momento che dovrebbe essere piacevole in uno stress per tutti. E’ vero che solitamente i bambini sono delle trottole e, soprattutto in questo ambiente così diverso dalla solita routine, sembrano ancora di più instancabili e inarrestabili. Sempre nel rispetto delle regole, cercate di lasciarli fare, di non proteggerli in maniera eccessiva, come se fossero sotto una campana di vetro, facendogli capire anche sulla loro pelle il limite, se non si tratta di grandi pericoli: se ad esempio si scottano i piedini sulla sabbia, la prossima volta saranno più attenti nel mettersi le ciabatte oppure se si sbucciano un ginocchio correndo, la volta successiva faranno più attenzione.

6) LA PAURA CHE RIMANGANO APPICCICATI ALLA TECNOLOGIA.

La difficoltà nel gestire figli e tecnologia, rischia di esasperarsi anche in vacanza, con i bambini che prendono sempre in mano questi dispositivi e fanno fatica a staccarsi. Almeno durante le ore in spiaggia, cercate anche voi per primi di mettere da parte tablet, smartphone e videogiochi che rischiano solo di insabbiarsi inutilmente e sbizzarritevi con le idee. E’ importante dare dei limiti su questo, dandogli però sempre delle alternative che possano attrarli, così che accettino più volentieri l’attività proposta. Facciamo finalmente riposare gli strumenti tecnologici, perché sono davvero tantissime le attività da fare insieme ai figli all’aria aperta.

7) LA PAURA CHE SI POSSANO ANNOIARE.

Le giornate estive sono estremamente lunghe, il rischio di annoiarsi è molto alto e molte volte anche i genitori pensano a come fare per evitare “tempi morti”. Bisogna sapere che un po’ di noia non fa male ai bambini, perché in questo modo è possibile andare a stimolare la loro creatività e i loro sensi. Fateli sentire come dei piccoli esploratori: il profumo di salsedine, il suono delle onde, il contatto con la sabbia, le conchiglie, le alghe, i sassolini e incuriositeli attraverso racconti e storie sugli abitanti del mare. Accompagnateli in questa meravigliosa scoperta, loro non aspettano altro!


Da parte di un genitore avere delle paure e delle preoccupazioni è più che naturale ma ciò che è davvero importante è riuscire a gestire e non passarle ai bambini. Bisogna cercare di utilizzare con loro un tono di voce dolce e comprensivo, che non trasmetta angosce e ansie, in modo tale che non abbiano paura delle reazioni di mamma e papà, ma al contrario si possano fidare e affidare tra le loro braccia, sentendosi sostenuti nel muovere i loro passi nel mondo con sicurezza.


Redazione AdoleScienza.it