futuro

I giovani hanno paura ed incertezza nel futuro


Il contesto in cui gli adolescenti crescono e si confrontano in molti casi è eccessivamente instabile. La fase evolutiva che i ragazzi affrontano li porta sicuramente ad essere confusi ed indecisi, ma senz’altro il bombardamento mediatico sulle possibilità future in termini lavorativi e professionali non li aiuta minimamente, anzi li lascia maggiormente brancolare nella quotidianità, con poche prospettive future.

I dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenti, presieduto dalla dott.ssa Maura Manca, fa emergere dati allarmanti: alla domanda “se avessi una bacchetta magica con una sola magia a disposizione, come la useresti?” circa il 13% di adolescenti NON ha idea di come potrebbe utilizzare la bacchetta magica, non sapendo prendere una decisione al momento, vorrebbero preservare la magia per il futuro magari esprimendo anche più di un desiderio, sottolineando così grande insicurezza e difficoltà nel dover scegliere.

Ecco cosa ci scrive un’adolescente.

Se penso al mio futuro a volte sono così confusa, ho talmente tante idee diverse in mente che non so ancora quale sarà la mia scelta definitiva… non ho deciso ancora nulla in merito. Dopo la scuola mi piacerebbe andare all’università per studiare fisioterapia, ma anche andare via dall’Italia e conoscere posti nuovi, lingue nuove e culture diverse e provare a crearmi una vita lontano dall’Italia che purtroppo offre poche opportunità a noi giovani. Ma ovvio questo mi mette timore.

Resterei per la famiglia, gli amici, le tante cose a cui sono legata… perché comunque l’Italia è il posto in cui sono nata. Ci sono già molti ragazzi che se ne vanno perché ci sono poche possibilità e da una parte mi farebbe piacere riuscire a costruirmi una vita qui, che è la mia casa.

Ma per entrare all’università ci sono molte persone che il posto lo hanno già assicurato, soprattutto per la facoltà che vorrei fare io. E magari anche aprirsi un’attività in proprio è molto difficile, anzi da quello che sento e vedo sembra impossibile. Insomma in Italia a volte i sogni sembrano restare nel cassetto.

Ma avere la determinazione è un punto a favore. Solo a volte credo che ne servi veramente molta. Pochi dei miei amici decidono di restare, perché l’Italia ormai per i giovani non è un posto dove si può avere un lavoro sicuro per poi quindi potersi creare una famiglia, avere una casa, insomma un posto dove potersi creare un futuro.

I miei genitori? Papà non vede l’ora che parta, mi spinge a partire, dicendomi che qui le possibilità sono ben poche e che è molto difficile realizzare i sogni. Mia mamma invece vorrebbe che restassi, perché secondo lei qui non si sta così male. Fortunatamente mi lasciano decidere molto liberamente, questo lo apprezzo, perché posso riflettere senza ostacoli. Ma è così difficile dover scegliere, dover fare la scelta giusta. Se parto devo lasciare tutte le persone a cui voglio bene. Se resto potrei non avere possibilità di trovare un lavoro che mi piace e di crescere sia professionalmente ma anche come donna. Se resto non riuscirei ad essere indipendente fin da subito e magari avere alte probabilità di ritrovarmi a 30 anni ancora a casa con mamma e papà. Come si può vivere in un paese che ti costringe ad andartene? O meglio come si può vivere in un paese che non pensa al nostro futuro e tantomeno non permette a noi giovani nemmeno di sognarlo un futuro?

Spero che prima o poi riuscirò a mettere in ordine i pensieri, a capire veramente cosa voglio fare nella vita e magari sarà anche totalmente diverso da tutto quello che ho in mente ora”.

Redazione Adolescienza.it

 

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