dipendenza lavoro

Lo sapevi che esiste una dipendenza dal lavoro?


La dipendenza dal lavoro è una patologia che coinvolge sempre più uomini e donne. Le persone che sono affette da tale dipendenza sono spinte dalla necessità di impegnare tutto il loro tempo nel lavoro, non riescono a porre un confine tra la loro vita familiare e professionale, trascurando così le relazioni affettive e il benessere psicofisico.

Tale sindrome è anche definita con il termine americano workaholism (work-alcoholism) per le analogie che ha con la dipendenza da sostanze, come l’alcol. Così come accade a una persona dipendente da una droga, il workaholic non può fare a meno di dedicare tempo all’attività lavorativa tanto che, nei rari momenti di riposo, sperimenta un senso di vuoto e crisi di astinenza (ansia, impulsività, irritabilità); è costretto dunque ad aumentare sempre di più la dose di lavoro per un senso di appagamento che tuttavia non viene mai raggiunto.

A lungo andare, le persone lavoro-dipendenti iniziano a soffrire di insonnia (pensano al lavoro anche di notte), a far uso di sostanze per mantenere alto il livello di lavoro e ad avere difficoltà nel mantenere le relazioni intime. Da una ricerca (Robinson et al., 2001) è emerso infatti che il workaholism è una delle cause più frequenti di divorzio. Inoltre, i figli rischiano di imitare il comportamento del genitore sempre fuori a lavoro divenendo bambini insicuri, ipercritici con se stessi, alla continua ricerca di perfezionismo e approvazione da parte degli altri.

Cosa si nasconde dietro questa dipendenza?

Il lavoro diviene uno schermo che serve per allontanare da sé emozioni, sentimenti e relazioni che si fa fatica a gestire. Le persone dipendenti dal lavoro sembrano spinte dalla convinzione che il valore di sé si basa soltanto sul “saper fare” e non sul “sapere essere”. La grande dose di lavoro e il raggiungimento di certi obiettivi rappresentano quindi l’unica soluzione per colmare bisogni di autoaffermazione ed evitare la depressione che nasce dal sentirsi privi di un’identità solida. Queste persone presentano un forte senso di inadeguatezza che viene nascosto dietro l’iperattività, il perfezionismo e il bisogno di controllo (Robinson, 2014).

È una forma di dipendenza difficile da rilevare e di cui ne viene sottovalutata l’importanza poiché implica un comportamento che, a differenza delle altre dipendenze, risulta appropriato alle aspettative collettive, in una società in cui la produttività e l’efficienza sono considerate degli obiettivi sociali importanti. Bisogna dunque saper distinguere tra la normale passione e dedizione al lavoro e il comportamento compulsivo patologico che porta a gravi ripercussioni sul piano fisico, mentale e affettivo.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Robinson, B. E., Flowers, C., Carroll, J. (2001). Work stress and marriage: A theoretical model examining the relationship between workaholism and marital cohesion. International Journal of Stress Management, 8(2), 165-175.

Robinson, B. E. (2014). Chained to the Desk: A Guidebook for Workaholics, their Partners, and Children, and all the Clinicians who treat them. NYU Press

 

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