Cosa significa farci del male

Cosa significa per noi adolescenti farci del male?


Dopo averle tentate tutte, quando non si vede più la luce e non si riesce ad uscire dal tunnel, la lametta diventa, per molti, l’unica via d’uscita dai problemi. Circolano tante foto sui social network dove si condividono tagli, ferite, bruciature. Il corpo viene messo a dura prova, viene maltrattato e racconta una storia di grande sofferenza. Spesso non ci piacciamo, ci vediamo brutte, grasse, sempre inadeguate ed è per questo che diventa così facile attaccarlo e scaricare sulla pelle tutta la rabbia che si ha dentro.

Internet sembra l’unico modo per gridare al mondo il proprio dolore. Ed è in questi gruppi sul web, che troviamo persone che stanno male come noi da cui per la prima volta ci sentiamo capiti. Combattere tutte le battaglie da soli ha esaurito le nostre energie e non ci rimane più la forza per fare nulla. Il dolore è talmente forte e tenuto dentro che il veder scorrere fuori il sangue dà una sensazione di sollievo; permette di sentirsi vivi. È come se il dolore trovasse, finalmente, un punto di sfogo e uscisse, temporaneamente, fuori dal nostro corpo. I genitori a modo loro ci vogliono bene, ma capita spesso che non abbiano tra le mani gli strumenti giusti per capirci. Sono presi dal lavoro, dai problemi, da loro stessi e proprio non riescono a vederci. Ci teniamo dentro la paura che loro non possano capire il senso che ha per noi e che possano starci male. In casa non si parla veramente, ma si fanno domande superficiali senza prestare la giusta attenzione, il giusto interesse e il sostegno necessario. Anche gli amici non vengono considerati un punto di riferimento perché in alcuni casi sono solo pronti a giudicare, in altri prendono le distanze perché spaventati e perché non sanno cosa fare e cosa dirci.

Per i tagli ci si vergogna, ci si sente in colpa ed è per questo che si fa di tutto per nascondere le cicatrici e stamparsi sulla faccia un sorriso finto e andare avanti come se nulla fosse.

“Da fuori posso sembrare una ragazza come tante… in realtà dentro grido ogni giorno il mio dolore”

Redazione AdoleScienza.it

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