sicuidio adolescenza

Il suicidio in adolescenza


Comunicato stampa  Il suicidio in adolescenza

 

Roma 02/10/2015

 

È in aumento il numero degli adolescenti che decidono di togliersi la vita e i dati sono allarmanti, perché l’età dei ragazzi coinvolti è sempre più bassa. Sono stati registrati  suicidi anche di bambini di 9-10 anni. Secondo alcuni studi, nel nostro paese, il suicidio, rappresenta la seconda causa si morte dopo gli incidenti stradali. Questi numeri non tengono conto dei tentativi di suicidio e di tutte quelle forme suicidarie inconsce, ossia senza intenzione consapevole, dovute per esempio a comportamenti particolarmente rischiosi per la propria salute, come per esempio selfie estremi, guida agli eccessi o in stato di ebbrezza, ricerca del limite con sport estremi non in condizioni di protezione. Spesso, nelle strade, sbucano adolescenti che attraversano, senza guadare, bardati di cuffiette con musica assordante nelle orecchie e gli occhi calamitati sullo schermo del telefono. Le macchine inchiodano e loro non si accorgono di niente, come definire questi comportamenti?

Secondo i dati di uno studio condotto dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza (presidente dott.ssa Maura Manca), su circa 2500 adolescenti di varie città italiane, circa il 20% dei ragazzi coinvolti dichiara di aver pensato o di pensare al suicidio e il 3,3% di aver tentato il suicidio. Sono dati allarmanti perché oltre 3 ragazzi su 100 hanno tentato di togliersi la vita.

Il suicidio in genere, è l’esito di un percorso basato su sofferenze, dolori, silenzi, vulnerabilità psichica, bassa autostima, problemi familiari importanti, che minano la stabilità dei legami primari, della base su cui si costruisce l’identità. Ci possono essere dei fattori scatenanti che però non sono la causa, come per esempio: essere vittima di bullismo, una forte delusione amorosa su cui si era investito tutto, traumi legati alla separazione da qualcosa a cui si era particolarmente legati o con cui ci si identificava, forte oppressione da parte dei genitori che porta a importanti conflitti familiari, profonda incomunicabilità, forte senso di vergogna e impotenza (es. diffusione video intimi sui social network, gravidanze indesiderate, non accettazione della propria identità di genere), abusi e violenze sessuali.

Non bisogna mai sottovalutare le parole dei ragazzi, non bisogna sottovalutare quello che scrivono sui social network, perché molte volte c’è un mondo sommerso nascosto dietro la corazza di molti adolescenti, un mondo che non è poi così roseo, anche se all’apparenza sono bravi a non far vedere nulla all’esterno, per non far preoccupare genitori e amici, che però li logora dentro, giorno dopo giorno, fino a portarli a non avere più la forza di trovare più nessun appiglio.

 

Presidente dott.ssa Maura Manca,

Psicoterapeuta, direttore di AdoleScienza.it Magazine