piercing e tatuaggi

La propria vita incisa sulla pelle. I piercing e i tatuaggi


In adolescenza il corpo è vissuto ed utilizzato come principale strumento di interazione con gli altri ragazzi e con il mondo circostante. In una fase dello sviluppo in cui va incontro a numerose trasformazioni psico-fisiche e si prepara a diventare adulto, l’adolescente, spesso esprime il proprio mondo interno decorando e modificando il proprio corpo.

Questa modalità gli permette di sperimentare una sorta di onnipotenza, come se in questo modo potesse decidere lui stesso cosa farne, andando contro anche all’approvazione sociale e genitoriale. L’arte di scrivere sulla propria pelle o di modificare parti del corpo è sempre appartenuta al genere umano, come testimoniano gli antichi reperti archeologici, rinvenuti recentemente, di una mummia risalente a circa 5 mila anni fa (la mummia Otzi) che presenta una ricca collezione di tatuaggi, in tutto più di 50, che la ricoprono dalla testa ai piedi (http://www.nationalgeographic.it/scienza).

Da un’indagine condotta dall’Eurispes e dal Telefono Azzurro nel 2012, emerge che il 20% dei ragazzi ha un piercing, vale a dire 1 adolescente su 5, ed un minor numero di ragazzi (7,5%) ha invece deciso di disegnare sul proprio corpo almeno un tatuaggio. Per quel che riguarda il desiderio di “adornare” il proprio corpo con un piercing, coinvolge ben il 25,3% delle adolescenti, quindi 1 ragazza su 4 ne ha almeno uno. Questa percentuale scende tra i maschi all’11,1%. Analizzando invece i dati per le diverse fasce d’età, è possibile evidenziare una differenza marcata tra i ragazzi di 12-15 anni e quelli di 16-18 anni, molto più comuni tra gli adolescenti più grandi (http://www.eurispes.eu/content/sintesi-indagine-conoscitiva-sulla-condizione-dell’infanzia-e-dell’adolescenza-italia-2012-0).

Dunque, per gli adolescenti, fori nella pelle e corpi decorati sono MEZZI COMUNICATIVI che parlano della più profonda verità del sé durante le fasi dello sviluppo. Tra le varie modificazioni corporee (BODY MODIFICATION) il tatuaggio assume un valenza comunicativa fondamentale in quanto l’adolescente incide un segno che rimarrà indelebile. Il tatuaggio è legato alla propria storia individuale ed è in genere utilizzato come testimone dei propri vissuti, per fissare “per sempre”qualcosa che non può essere dimenticato.

Come evidenziato da una recente review della letteratura internazionale, vè sono determinate ragioni psicologiche e sociologiche alla base di questi comportamenti (Wohlrab et al., 2007):

  • abbellimento, arte e moda, perché spesso tatuaggi e piercing rispondono al desiderio di perfezionamento dell’aspetto fisico tramite accessori puramente estetici;
  • appartenenza ad un gruppo che testimoni così rapporti di fedeltà, amicizia o amore;
  • protesta passiva e oppositività nei confronti degli adulti e della società in genere;
  • individualità, in quanto evidenzia la necessità di creare e mantenere un’identità soggettiva e distinta;
  • narrativa personale che include ragioni quali l’espressione dei propri valori ed esperienze, come i riti di passaggio;
  • resistenza fisica, relativa alla necessità di sperimentare il proprio grado di tollerabilità al dolore, oltre il superamento dei limiti personali;
  • movimenti spirituali e pratiche culturali di riferimento;
  • motivazioni sessuali, in quanto spesso i piercing vengono localizzati in zone erogene dove generano una stimolazione sessuale;
  • nessuna motivazione specifica, propria di coloro che riconoscono una scelta impulsiva alla base del gesto oppure una decisione presa sotto l’effetto di alcool o altre droghe.

Redazione Adolescienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

 Wohlrab S., Stahl J., Kappeller P.M. (2007). Modifying the body: motivations for getting tattooed and pierced. Body Image, 4: 87-95.

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