piercing e tatoo

Piercing e tatuaggi: il corpo adolescente


L’adolescente può esprimere il proprio MONDO INTERNO anche attraverso l’uso del corpo, modificandolo per esempio con piercing e tatuaggi.

Dall’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza (http://www.adolescienza.it/osservatorio) è emerso che il 16% degli adolescenti italiani dichiara di avere un piercing, con una percentuale maggiore delle ragazze (12%) rispetto ai ragazzi (4%); mentre il 7% dichiara di avere un tatuaggio con nessuna differenza sostanziale tra maschi e femmine.

 

Che parti del corpo decidono di decorare?

Per quel che riguarda i tatuaggi il 45% dichiara di averne di più sulle braccia, il 30% sulla schiena e soltanto l’11% dichiara di avere tatuaggi sulla pancia e sulle gambe.

Mentre per quel che riguarda i piercing il 44% degli adolescenti dichiara di avere più fori sulle orecchie, il 30% di avere piercing vari sul viso (come sopracciglia, labbra, naso, guance, lingua, frenulo), il 23% all’ombelico ed infine il 3,5% nelle parti intime (come nelle zone genitali o al seno).

 tatoo

Ma perché gli adolescenti decidono di trasformare così il loro corpo?

L’87% dei ragazzi ha deciso di fare un tatuaggio o un piercing perché gli piace e per perfezionare ed abbellire il proprio aspetto fisico.

Il 9% lo ha fatto per ricordo e per fissare “per sempre” qualcosa che non può essere modificato, affermando quanto fori nella pelle e corpi decorati siano modalità comunicative che permettono di esprimere quello che hanno dentro.

Soltanto il 3% dichiara di averlo fatto per moda e perché lo fanno tutti e il 2% per trasgredire alle regole e approvazioni sociali e genitoriali.

Ed i genitori lo sanno?

Attraverso queste modificazioni corporee i giovani cercano una loro identità ed individualità, allontanandosi spesso dai modelli genitoriali. Il 34% del campione afferma infatti che i genitori non sono al corrente che hanno tatuaggi e piercing, confermando quanto sia una trasgressione che affascina gli adolescenti e proibirli in modo AUTORITARIO potrebbe essere controproducente perché li porta a ricorrere a pratiche igienicamente scorrette con importanti rischi di infezioni. Si deve aprire un dialogo con il figlio e cercare di capire le sue esigenze e magari trovare un compromesso.