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Suicidio e cyberbullismo. A quali segnali fare attenzione? Un’intervista a Maura Manca sul Quotidiano Nazionale


Ragazzi che tentano il suicidio o che si tolgono la vita: purtroppo accade sempre più spesso, come testimoniato dai numerosi casi di cronaca. In questi ultimi anni, stiamo assistendo ad un incremento dei tentativi di suicidio fin dalla tenera età, a conferma della fragilità di questi adolescenti.


La procura di Roma indaga per istigazione al suicidio nel caso della ragazzina di 13 anni che domenica pomeriggio si è tolta la vita lanciandosi dal balcone, al nono piano dell’appartamento dove viveva con la famiglia.

I pm, coordinati da un procuratore aggiunto, vogliono chiarire il contesto in cui si è consumato il suicidio e verificare gli episodi di cyberbullismo di cui hanno parlato alcune amiche della vittima ascoltate dalla polizia giudiziaria.

Demente”, “Se tu non esistessi sarebbe tutto migliore”, “Sei una zocc…”. Una valanga di offese, anonime, apparse sulla sua lavagna di ThisCrush, un social molto in voga tra i giovanissimi.


Di tutto questo abbiamo parlato il 2 ottobre 2019 sul Quotidiano Nazionale, in un articolo approfondito di Bruno Ruggiero con l’intervista alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.


“Già alla scuola dell’infanzia si può capire chi potrebbe manifestare comportamenti da bullo”. Per Maura Manca, psicoterapeuta dell’età evolutiva, bisogna intervenire subito per evitare che i problemi diventino troppo grandi”.

Come possono dei commenti sul web spingere un adolescente a togliersi la vita?

“Per le persone più sensibili, diventare dei bersagli genera un senso di profonda ingiustizia. Le battute e gli insulti si amplificano e logorano lentamente. I bulli vanno a cercare le fragilità delle proprie vittime affondando la lama. Le parole diventano coltelli e chi viene assediato, perché di questo si tratta, prova un dolore estremo. Diventa difficile reagire, ci si sente schiacciati. E alcuni arrivano a pensare che l’unica soluzione sia quella di farla finita”.

Cosa si può fare allora?

“Il problema viene spesso sottovalutato. Il 50% delle vittime di bullismo o cyberbullismo si autolesiona. Sono segnali preoccupanti che si devono intercettare immediatamente. Anche perché quando matura la scelta di togliersi la vita, per un breve periodo l’adolescente torna tranquillo: ha già trovato il modo per porre fine, nella maniera più estrema, ai suoi assilli”.

Come può un genitore o un insegnante capire se un ragazzo è vittima di cyberbullismo?

“Bisogna prestare attenzione ai cambiamenti. Un’improvvisa chiusura, modifiche all’arredamento della stanza, abitudini alimentari diverse possono essere tutti i segnali. C’è anche chi improvvisamente si butta con foga eccessiva nello sport: l’attività fisica diventa un modo per non pensare. Ovviamente si parla di qualcosa che si prolunga nel tempo. Una classica giornata storta capita a tutti”.

E i bulli come possono essere individuati?

“Prestare attenzione agli atteggiamenti che i ragazzi hanno nei confronti degli oggetti e delle persone. Battute povere di empatia o denigratorie possono ripetersi anche in ambito scolastico”.

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