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Tattoo Changing: una pratica che si sta sviluppando anche in Italia


Il tatuaggio è stato concepito come segno indelebile che dura tutta la vita. In realtà, su 7 milioni di italiani tatuati, il 17% ha già deciso di rimuoverlo. La moda degli ultimi tempi è il cosiddetto Tattoo Changing, ossia la modifica di un vecchio tatuaggio; una tendenza nata negli USA, che si sta sempre più diffondendo nel nostro Paese. Da un sondaggio online condotto dal Quanta System (http://www.quantasystem.com/it/multimedia/geonews—rimozione-tatuaggi/) su 1.600 persone tra i 18 e i 60 anni, è emerso che il 51% dei tatuati ha sostituito un intero tatuaggio con uno nuovo, altri ne hanno ritoccata una parte per cambiarne il senso (il 26%), per motivi estetici (il 13%) o per eliminare un ricordo del passato che si voleva cancellare (il 10%).

Quali sono i tatuaggi più modificati dagli italiani?

Al primo posto, troviamo i tatuaggi con il nome degli ex (58%); seguono le frasi che riprendono citazioni famose (45%) e i tribali (41%). Tra i tatuaggi più sostituiti, ci sono quelli fatti insieme ad ex amici/amiche (il 37%), quelli venuti male (il 35%), quelli posti in parti del corpo troppo esposte (il 25%) o ritenuti imbarazzanti (il 19%).

Così come la scelta di tatuarsi porta con sé diversi significati, lo stesso vale per la decisione di modificare o addirittura eliminare i tattoo. La maggior parte delle richieste di rimozione dei tatuaggi riguardano persone che si sono tatuate in età precoce, come in adolescenza. Non bisogna dimenticare che il corpo è il luogo con cui ci si presenta e si entra in comunicazione con gli altri. La scelta di segnare la propria pelle in un’età in cui il corpo e la mente sono in continua trasformazione, può attivare più facilmente in epoche successive un pentimento, per il fatto di non trovare più consona per diversi motivi quell’immagine incisa sul corpo.

Redazione AdoleScienza.it

 

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