bullismo omofobico

Bullismo. Qual è la differenza tra gioco e prevaricazione?


Quando si parla con un bullo e si cerca di esplorare le motivazioni che lo inducono a comportarsi in un determinato modo con un compagno di classe o di scuola, spesso e volentieri risponde che è un gesto divertente, che fa ridere, che lo stavano facendo per scherzo. Uno scherzo quindi, a detta dei bulli, che però va a ledere profondamente un’altra persona.

Il gioco è una scusa dietro la quale un bullo nasconde i suoi comportamenti.

Allora come capire dove finisce il gioco, lo scherzo e inizia il bullismo?

Giocare è interagire, quando l’interazione diventa sopraffazione diventa prepotenza.

Il bullismo, inoltre, è un comportamento ripetuto nel corso del tempo, non è un episodio singolo fine a se stesso, come può essere per esempio uno scherzo. Lo scherno, in genere, viene fatto tendenzialmente per divertirsi, anche se a volte può essere di cattivo gusto o particolarmente aggressivo che non fa ridere e divertire la persona che lo subisce, ma l’intento NON è fargli del male.

La cosa che differenzia maggiormente il bullismo da uno scherzo è appunto l‘intenzionalità nel commettere quell’azione, nel gioco e nello scherzo non voglio far del male all’altra persona o comunque non la sto prendendo di mira intenzionalmente.

Non la “scelgo” per alcuni suoi difetti o caratteristiche di personalità perché può essere anche un amico. Può nascere sul momento, non è premeditato e ricercato per ottenere gli scopi personali.

Nel gioco, anche se a volte può essere pesante, c’è una ricerca di divertimento di fondo da tutte e due le parti, la finalità è di far ridere tutti e due, mentre nel bullismo, no, c’è solo il bullo e i suoi seguaci che si divertono, la vittima subisce quei comportamenti o quelle parole.

Un altro aspetto importante è che nel bullismo la vittima non è in grado di reagire e di affrontare il bullo e i suoi seguaci, mentre nel gioco sì, ci può essere la capacità di confrontarsi e se serve, anche, di affrontare gli altri.

Lo scherzo non intacca l’autostima di una persona, al massimo la fa arrabbiare, non gli toglie la vitalità e la voglia di vivere, di confrontarsi e di esprimersi, il bullismo SI.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore AdoleScienza.it

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