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Cosa significa essere una vittima di cyberbullismo e di bullismo? Gli occhi della paura


Davanti ai miei occhi ho stampato lo sguardo di quei numerosissimi bambini e adolescenti che ho seguito in psicoterapia, vittime di quelli che sarebbero dovuti essere “amici”, vittime di compagni di classe insensibili, vittime di insegnanti che non vogliono, o non sono in grado di vedere, vittime di una scuola che non sa come intervenire davanti alla gratuità delle prevaricazioni messe in atto dai bulli e dai cyberbulli. C’è una confusione sul cosa sia e non sia il bullismo in tutte le sue forme e i media contribuiscono negativamente: ogni episodio di violenza verso una persona individuata come bersaglio, dentro o fuori scuola, viene etichettato come bullismo.

Dalla caccia alle streghe, siamo passati alla caccia ai bulli, senza sapere cosa sia realmente il bullismo e i danni che crea.

Siamo tutti bravi a scrivere parole su parole, ma gli occhi di quei ragazzi traditi dai compagni, traditi dagli insegnanti e dalla scuola, racchiudono e raccontano cosa significhi realmente essere considerati un bersaglio. Ti distrugge dentro, mina ogni tua certezza e ogni tua sicurezza.

Hai tante aspettative nei confronti della scuola, speri che qualcuno se ne accorga, che qualche insegnante intervenga, sono adulti, sono li per proteggerti e invece, no, non c’è spazio per le persone in una scuola che deve rincorrere i programmi scolastici.

Non pensi che un altro bambino o ragazzo ti possa fare intenzionalmente quelle “cose”, non te ne capaciti perché tu, non faresti male neanche ad una mosca. Ma una delle cose che ti fa più male è guardare tutti quei compagni che sanno e che sono li inermi, che non intervengono, che hanno paura e che non sono interessati alla tua sofferenza, perché non è la loro.

Non capisci perché non intervengono, sono in tanti, potrebbero fermarli, eppure non lo fanno. Tutto questo distrugge i legami affettivi, ti porta a chiuderti in te stesso perché non ti fidi più degli altri, ti senti solo, contro tutti, abbandonato a combattere la battaglia della tua sopravvivenza, contro chi dovrebbe semplicemente esserti amico. Tutto questo fa tremare la terra sotto i piedi, vivi come se aspettassi ogni giorno la scossa di terremoto più forte, vivi in attesa di qualcosa di grave e, col tempo, l’allerta diventa “allarme”.

Ti chiudi sempre più in te stesso, i tuoi genitori spesso minimizzano perché non possono pensare dove possa realmente arrivare la cattiveria di alcuni bambini e di alcuni adolescenti.

Hai paura di ferire i tuoi genitori, hai paura di deluderli, di non essere ulteriormente compreso ed eviti di dirgli quello che succede, perché hai paura di essere tradito anche da loro, dalla loro superficialità. Perdi la fiducia negli altri, nel modo che ti circonda e la tua migliore amica diventa l’ “ansia”, che accompagna le tue giornate e le tue nottate. Non riesci a riposare sereno, ti svegli durante la notte, fai gli incubi, sogni di essere rincorso, non essere in grado di liberarti, che qualcuno ti faccia del male, e ti svegli di soprassalto, impaurito, con il timore di doverti alzare poco dopo e andare ad affrontare un’altra volta i tuoi nemici.

Tutto questo va ad intaccare la tua voglia di vivere, di esprimerti, rischi di comprimerti, di reprimerti e di deprimerti. Il corpo inizia a raccontare le tue sofferenze, il mal di testa esprime la tua compressione e la tua tensione; il mal di pancia e di stomaco, la tua ansia; la tachicardia, la tua paura; la tua febbre e le tue malattie frequenti, la tua paura di affrontare i bulli. Purtroppo, tutti questi pensieri ti distraggono, non ti permettono di concentrarti sulla scuola, sui compiti, che non sono più la tua priorità. Tutto questo rischia di andare ad intaccare il tuo rendimento scolastico e ti genera ancora più ansia e paura del confronto con i professori e con i compagni.

Può capitare che rimani incastrato in un vortice in cui credi non ci sia una via d’uscita, ti trovi incastrato dentro un tunnel buio e l’unica soluzione ti sembra quella di farti del male.


NON regalare la tua vita ai bulli, NON regalare i tuoi giorni a chi vive in funzione del dolore degli altri. Anche se ti sembra di essere solo, alza lo sguardo e vedrai che una mano sarà lì, pronta ad accogliere le tue sofferenze e soprattutto a riconoscere ed accettare la persona che sei.


Grazie ragazzi per tutto quello che mi regalate ogni giorno, grazie ragazzi per credere nel lavoro che facciamo, grazie per avere la forza di riniziare a vivere e a sorridere.

 

Maura Manca

 

 

 

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