bullismo omofobico

Cos’è il bullismo omofobico?


Per bullismo omofobico si intendono tutte quelle forme di discriminazione messe in atto in maniera sistematica e intenzionale, rivolte ai ragazzi gay o lesbiche, bisessuali, ma anche a tutti quelli che non aderiscono agli stereotipi sessuali normativi, come per esempio ragazzi con tendenze femminili o ragazze con tendenze maschili. In effetti, la vessazione di cui sono oggetto gli alunni omosessuali è particolarmente rilevante, soprattutto, nel contesto scolastico.

All’interno della scuola sono particolarmente frequenti tra compagni commenti sgradevoli, prese in giro, battute dispregiative nei confronti dell’omosessualità, con intenti diffamatori, scritte sui muri dei bagni o degli spogliatoi della palestra. Oltre alle prevaricazioni di tipo verbale si assiste, spesso, a vere e proprie aggressioni fisiche. Frequentemente, essi sono vittime di prepotenze dirette e indirette, ma talvolta sono derisi, isolati ed emarginati anche coloro che hanno familiari e/o amici omosessuali e che si pronunciano a favore dell’omosessualità.

Studi recenti mostrano quanto l’essere vittima di questo tipo di prevaricazione da parte dei pari costituisca un predittore importante di disagio psicologico tra cui: livelli alti di ansia, depressione, ansia sociale, isolamento, bassi livelli di autostima, rischio di abbandonare la scuola, ideazioni suicidarie e rischio suicidario, purtroppo confermato dai tanti episodi di cronaca in cui adolescenti, in piena fase di crescita, si sono suicidati per via delle ripetute aggressioni verbali da parte dei compagni.

Alcuni studi evidenziano come le forme di bullismo verbale nei confronti di ragazzi omossesuali siano le più frequenti e che, tendenzialmente, siano prevalentemente rivolte al sesso maschile per le tendenze femminili piuttosto che per l’orientamento sessuale nei confronti di un’altra persona dello stesso sesso. Per molte ragazze risulta più “semplice” nascondere la propria omosessualità, con le sofferenze che comporta però il non potersi esprimere liberamente per quello che si è perché giudicati dagli altri.

Uno studio riportato nel testo Il bullismo omofobico di Prati, Pietrantoni, Buccoliero e Maggi, condotto su una campione di ragazzi dell’Italia centrosettentrionale riporta che “coloro che affermano di essere ridicolizzati sull’appartenenza di genere “qualche volta” oppure “una o più volte a settimana” rappresentano l’11,1% del totale degli interpellati nella scuola primaria, il 4,8% nella scuola secondaria di primo grado, l’1,5% in quella di secondo grado” (pag 91). Uno studio internazionale (Collier, 2013) ha dimostrato come gli adolescenti maschi con attrazione per altri adolescenti dello stesso sesso hanno 2.34 probabilità in più dei coetanei eterosessuali di diventare bersaglio di prevaricazioni verbali.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

 

Collier K.L., Bos H.M.W., Standfort T.G.M. (2013). Homophobic Name-Calling Among Secondary School Students and Its Implications for Mental Health. Journal of Youth and adolescence; 42(3): 363–375.

Manca M., Petrone L. (2014). Il bullismo nella rete. La rete del bullismo. Alpes, Roma.

Prati G., Pietrantoni L., Buccoliero E., Maggi M. (2010). Il bullismo omofobico. Manuale teorico-pratico per insegnanti e operatori. Franco Angeli, Milano.

 

 

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