bullismo e cyberbullismo

I rischi del cyberbullismo: il ruolo dei bulli e delle vittime


Subire forme di prevaricazione online, attraverso insulti, minacce, pubblicazioni di materiale personale ed esclusione dai gruppi social, è un’esperienza devastante che può favorire l’insorgenza di molti disagi in diverse aree dello sviluppo.

Sebbene si stia considerando di più l’argomento cyberbullismo, si parla ancora poco delle conseguenze psicologiche, di ciò che passa nella mente dei bulli e delle vittime e dei comportamenti disfunzionali che possono essere messi in atto.

Uno studio recente (Görzig, 2016) ha rilevato nei ragazzi coinvolti nel fenomeno cyberbullismo, la presenza di problematiche psicologiche e la tendenza a visitare pagine web e contenuti sui social network che fanno riferimento all’autolesionismo e al suicidio.

Nella ricerca, sono stati coinvolti circa 20.000 ragazzi, dagli 11 ai 16 anni di età: il 6% di loro ha riportato di essere vittima di violenze online, il 2,4% di compiere atti di cyberbullismo e l’1,7% di essere stato sia una vittima che un bullo. È emerso che molti di questi ragazzi, sia bulli che vittime, presentavano problemi comportamentali, difficoltà nelle relazioni con i coetanei e nella gestione delle emozioni.

La maggiore visualizzazione di pagine e siti legati all’autolesionismo e al suicidio riguardava di gran lunga coloro che erano coinvolti nel cyberbullismo rispetto a chi non lo era. 1 ragazzo su 5, tra chi era stato vittima o bullo, è entrato in contatto con contenuti online, legati alle forme di autolesionismo. La visualizzazione di tematiche relative al suicidio, invece, era molto più elevata per coloro che erano stati vittime di cyberbullismo, mentre rimaneva bassa per chi aveva ricoperto il ruolo di bullo.


Si tratta di comportamenti che mostrano la grande vulnerabilità di chi è coinvolto in queste forme di violenza online, che spesso si rifugia all’interno della rete per cercare condivisione della propria sofferenza, probabilmente un supporto, ma anche con il rischio di incorrere in contenuti che possono andare a rinforzare certe condotte pericolose.


È necessario conoscere le conseguenze psicologiche e le tendenze a rischio dei ragazzi, non solo delle vittime ma anche dei bulli stessi, per attivare forme di prevenzione e sensibilizzazione, oltre che intervenire creando degli strumenti di sostegno, anche all’interno delle stesse piattaforme online tanto utilizzate dagli adolescenti.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Görzig A. (2016). Adolescents’ Viewing of Suicide-Related Web Content and Psychological Problems: Differentiating the Roles of Cyberbullying Involvement. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, 19(8), 502-509.

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