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Il bullismo e il cyberbullismo negli spogliatoi. Un problema nascosto agli occhi degli adulti


Si parla in genere di bullismo tra i banchi di scuola, dimenticandosi di quanto, invece, le prevaricazioni, le prese in giro e i comportamenti aggressivi rivolti verso altri compagni, siano estremamente frequenti anche nello sport, durante l’attività sportiva stessa, ma soprattutto dentro gli spogliatoi. Ci sono tantissimi bambini e adolescenti che vivono con estrema paura il momento del confronto con i coetanei dentro lo spogliatoio, anche perché in quello spazio sono generalmente soli, non sono tutelati dalla potenziale presenza degli adulti e subiscono in silenzio le angherie dei compagni. Il bullismo negli spogliatoi è molto diffuso negli sport di gruppo, quando, a fine della lezione, si va tutti insieme a cambiarsi.

Come si manifesta?

Le forme di bullismo dentro gli spogliatoi, molto spesso si vanno a sommare anche ad altri tipi di prepotenze subite in classe, a scuola, negli oratori, o comunque in ambienti extrascolastici dove si è in contatto con altri coetanei.

Lo sport in questi casi diventa un peso, non più un piacere o uno scarico. Tante volte i compagni di squadra sono prepotenti anche durante lo svolgimento delle attività sportive perché magari sono più dotati fisicamente, rendono meglio da un punto di vista sportivo e confondono la competizione con la prevaricazione.

Dentro gli spogliatoi i ragazzi vengono presi in giro per le loro prestazioni sportive, per il loro fisico, sono bersaglio di scherzi come per esempio gli vengono nascoste le cose sia per lavarsi che per cambiarsi, ovviamente in maniera intenzionale e ripetitiva. Si trovano la borsa della palestra buttata chissà dove, la roba nascosta o rubata, oppure tante volte il contenuto della borsa rotto, per esempio gli occhiali da vista, il telefono o il necessario per svolgere l’attività sportiva. A volte le prese in giro sono rivolte all’aspetto fisico, agli organi sessuali, sono riferite all’odore o a qualsiasi cosa che possa essere rigirata contro il ragazzo o la ragazza preso di mira.

SI DEVE FARE ATTENZIONE ANCHE AL CYBERBULLISMO NEGLI SPOGLIATOI. Tante volte capita che un adolescente venga filmato o fotografato, anche senza vestiti o comunque in condizioni imbarazzanti e poi quelle immagini facciano il giro delle chat e dei social network.

I dati del bullismo e del cyberbullismo negli spogliatoi

Secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su un lavoro di ricerca svolto su circa 8.000 adolescenti, il 15% degli adolescenti è stato preso in giro o ha subìto scherzi nello spogliatoio, di cui il 75% sono maschi. Il 35% di loro è ANCHE VITTIMA di bullismo a scuola e il 15% di cyberbullismo.
Il 22% degli adolescenti è stato preso in giro durante l’attività sportiva, o ha subìto la rabbia dei compagni perché meno dotato fisicamente o poco coordinato. Di coloro che vengono presi in giro perché meno dotati fisicamente, il 50% è anche vittima di bullismo a scuola.

Chi sono e quanti sono i bulli da spogliatoio?

Il 14% gli adolescenti dichiara di prendere in giro con frequenza o di fare scherzi ai compagni nello spogliatoio, di cui l’80% sono maschi.
Il 40% di questi ragazzi sono anche bulli, cioè fanno intenzionalmente anche altri tipi di prepotenze come prendere in giro, picchiare, isolare qualcuno più debole con ripetitività e senza nessun motivo apparentemente valido. Il 20% di loro sono anche cyberbulli, ossia hanno fatto prepotenze usando lo smartphone e la tecnologia ad un compagno o conoscente.

Cosa deve fare un genitore?

1. GUARDARE IL FIGLIO NEGLI OCCHI E STARE ATTENTI AL SUO UMORE. Bisogna stare molto attenti all’umore del figlio quando esce dagli allenamenti e soprattutto quando esce dallo spogliatoio. Se viene preso in giro o di mira, potrà avere gli occhi bassi, un velo di tristezza, essere infastidito o rispondere male anche a voi, e magari dare la colpa agli allenamenti che non sono andati bene o all’istruttore.

2. NON SMINUIRE, NON REAGIRE DI IMPULSO E ASCOLTARE CON ATTENZIONE. Tendenzialmente non parlano e non raccontano cosa accade, ma se dovessero lamentarsi dei compagni e dire che sono stufi e che vogliono cambiare, bisogna farli parlare, farsi raccontare ciò che succede e non sminuire mai ciò che raccontano con frasi del tipo “sono cose che capitano tra ragazzi”, “non dargli retta”, “fregatene”, “magari non lo hanno fatto con cattiveria”. Il figlio si sente svalutato come persona, percepisce che i suoi vissuti e i suoi problemi non vengono accolti e compresi e si chiudono ancora di più in se stessi. Non vanno bene neanche le reazioni opposte, ossia quelle troppo impulsive e reattive del tipo “adesso vado dentro e gliele canto”, “prendo l’allenatore e gliene dico quattro”, “dimmi chi è e ci penso io”. Si chiuderanno ancora di più e non parleranno. Hanno paura delle ritorsioni da parte dei compagni se fanno “la spia” e raccontano ciò che accade nello spogliatoio. Andate a parlare con l’istruttore e con la società sportiva che devono assolutamente intervenire e trovare una soluzione al problema.

3. ANDARE OLTRE LE LORO PAROLE. A volte cercano di evitare il contatto con gli altri, di farsi la doccia o di cambiarsi davanti ai compagni, anche a scuola può capitare la stessa situazione. Vi dicono che hanno fretta, che preferiscono cambiarsi a casa, che lo spogliatoio non gli piace. Cercate sempre di approfondire e di indagare cosa c’è sotto, cercate di capire perché vogliono sfuggire al contatto con gli altri.

4. ATTENZIONE AGLI OGGETTI ROTTI O MANCANTI. Fate particolare attenzione se capita frequentemente che “perdano” o “dimentichino” le cose nello spogliatoio perché spesso sono le scuse che usano per non dire che glieli hanno rubati. Siate acuti nel valutare se ritornano con oggetti rotti o senza vestiti. Mi è capitato tante volte di sentire racconti in cui le borse della palestra venivano nascoste o lanciate e si trovassero occhiali o telefoni rotti. Si deve fare caso anche al fatto se gli si rovina l’attrezzatura, perché tante volte non è un caso, ma sono i compagni stessi che gli rompono intenzionalmente le cose.

5. NON FARGLI ABBANDONARE LO SPORT. Indagate se vi dicono che vogliono cambiare tipologia di sport, che non vogliono fare più attività di gruppo, con gli altri e prediligono quelli individuali o addirittura non vogliono più fare nessun tipo di attività sportiva. A volte è uno sfuggire dal branco, isolandosi ancora di più.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza