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La ferocia del bullismo: picchiato e mandato all’ospedale senza un briciolo di senso di colpa


Ennesimo adolescente massacrato dai bulli, vittima di una immotivata violenza da parte di  un gruppo di coetanei prevaricanti che usano la loro forza e supremazia per imporsi sugli altri anche con la forza.  Si tratta di un gravissimo episodio di bullismo anche perché non è un evento singolo, ma perpetrato nel corso del tempo. Si è presi di mira per ragioni valide solo per il bullo e inesistenti per la vittima. “E’ uno sfigato, se lo merita”, “non deve guardarmi e rispondermi”, “non si deve permettere di mettersi in mezzo”, “ma non lo vedi come sta!”. Sono tutte parole che escono dalla bocca dei bulli.

Attenzione però in determinati casi, non si può parlare solo di bullismo. Questi ragazzi sono talmente tanto deviati che tante volte manifestano anche problemi nell’ambito del comportamento presentando tratti di personalità o disturbi sul versante antisociale o della condotta.

Significa che se dovessimo tracciare un profilo del bullo capiremo che si tratta di una persona che è estremamente carente, se non completamente priva, della capacità di mettersi nei panni dell’altro, è presente una distorsione delle conseguenze che possono causare le proprie azioni e una legittimizzazione di ciò che fanno.

È per questo che possono arrivare a massacrare di botte un coetaneo senza pietà, con il rischio anche di ucciderlo, senza premeditazione.

Il branco oltretutto rinforza questi comportamenti esaltando la violenza, creando un effetto deresponsabilizzazione.

Generalmente i bulli hanno un atteggiamento più positivo verso la violenza  e verso l’uso di mezzi violenti, hanno un forte bisogno di dominare e di sottomettere altri coetanei, di affermare se stessi con il potere e la minaccia, di imporre il proprio punto di vista, anche con la forza.

Sono spesso caratterizzati da impulsività  e hanno una bassa tolleranza alla frustrazione per cui basta anche un comportamento che viene letto dai loro occhi come provocatorio o offensivo che si scatena la reazione violenta di attacco.

Non hanno minimamente attenzione per i sentimenti, i desideri, e il benessere degli altri. Possono arrivare in via completamente strumentale anche a denunciare i propri compagni e tentare di accusare altri per i propri misfatti.

Solitamente dietro quella apparente durezza si nasconde una persona dalla scarsa autostima avente bassa tolleranza alla frustrazione, irritabilità, esplosioni di rabbia e avventatezza, ma di questa fragilità psichica le vittime non ne sono a conoscenza e subiscono indifese una violenza completamente gratuita.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

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