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Bird Box Challenge: l’assurda sfida di bendarsi ispirata a un film in streaming


La popolarità è diventata ormai la nuova ossessione, per cui si è sempre pronti a sfidarsi nella realizzazione di video da postare online, che diventino, in poco tempo, virali e super cliccati.

Sul web ultimamente si sta diffondendo una challenge, che non ha ancora preso piede in Italia, chiamata #birdboxchallenge che, come solitamente accade in queste situazioni, sembra poter diventare un vero e proprio tormentone.

In cosa consiste e da dove nasce la Bird Box Challenge?

In seguito all’uscita di “Bird Box”, un film horror post-apocalittico prodotto dalla piattaforma Netflix, in tanti hanno iniziato a replicare le azioni dei personaggi che cercano di salvarsi da entità misteriose capaci di indurli, attraverso un semplice contatto visivo, ad uccidersi. Per tale motivo, nel film i protagonisti si bendano gli occhi per proteggersi da questi esseri che potrebbero portarli al suicidio.

Sono proprio le scene in cui gli attori si muovono indossando una benda sugli occhi ad aver dato vita a questa challenge, una sorta di “gioco” imitativo che ha portato poi moltissime persone, tra cui bambini e ragazzi, a postare sui social video in cui, bendati e dunque senza possibilità di vedere, si muovono negli spazi intorno a loro: camminano in casa, per strada o guidano un’auto, esponendo se stessi e gli altri a tutta una serie di pericoli.

Una sfida molto rischiosa che ha portato Netflix, tramite Twitter, a chiedere alle persone di fermarsi e non seguire più questa challenge.

La cosa che sembra assurda ma che poi tanto assurda non è, è proprio che dei tanti video presenti in rete i protagonisti della chllenge sono anche tanti adulti, come se ci si dimenticasse della potenza educativa dell’esempio e del ruolo degli adulti che sono sempre più adultescenti.


Qual è l’impatto sui ragazzi?

Non ci dimentichiamo dell’influenza e della potenza mediatica che hanno alcuni programmi, film o serie tv visti e seguiti da milioni di persone, anche giovanissime. I ragazzi sono attratti da questo tipo di film o di serie tv horror, che richiamano a temi spaventosi e macabri perché sono adrenalinici e vengono vissuti come una sfida con se stessi.

Il problema è che poi sul web i filmati e le sfide, ispirati a film che hanno già molto successo, attecchiscono con facilità e divengono virali in poco tempo. L’effetto più preoccupante di queste catene, infatti, è la rapidità con cui dilagano nel web a causa dell’effetto contagio, innescando così condotte di pura imitazione degli altri.

Oggi poi i ragazzi rischiano di esagerare e di andare oltre quello che è l’input iniziale e, pur di apparire, cercano la soluzione più estrema e più originale per ricevere approvazione e dimostrare il proprio coraggio, mettendo a repentaglio la propria salute e anche la propria vita.


Che ruolo hanno gli adulti?

Tanti genitori non hanno idea di quello che guardano i figli e tendono a sottovalutare l’influenza che possono avere su di loro certi filmati e immagini. E’ necessario filtrare tutti i contenuti perché i ragazzi, non avendo ancora una capacità critica sviluppata, sono facilmente influenzabili e condizionabili.

Bisogna sottolineare che la rete è solo il mezzo di diffusione: i social, le serie tv, i programmi non sono la causa, come erroneamente pensa l’opinione comune. Il problema è legato al fatto che, troppo spesso, vengono sottovalutati gli effetti sulla psiche e sui comportamenti dei ragazzi.

Per prevenire questi comportamenti rischiosi, gli adulti di riferimento, per prima cosa devono essere consapevoli dell’esistenza di questi fenomeni, conoscerne il funzionamento, monitorare i contenuti che i ragazzi guardano quotidianamente in modo tale da educarli e aiutarli a interiorizzare gradualmente il concetto di rischio, per evitare che siano eccessivamente influenzabili e che superino il “limite del limite”.

Redazione AdoleScienza.it

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