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Cos’è rimasto del Blue Whale? Perchè non si deve abbassare la guardia sui rischi della rete?


Sembra che l’allarme e la psicosi Blue Whale stia rientrando, soprattutto dopo il dietro front delle Iene in cui finalmente hanno ammesso quanto da noi sostenuto e cioè che i video mandati in onda non fossero ascrivibili alla Balena Blu. Questo però non significa che l’effetto emulazione non ci sia, il fenomeno si è auto prodotto in questo tempo rimbalzando tra un adolescente e l’altro in cerca di attenzioni, di ruoli, di partecipare a quella che è stata fatta passare nella maniera più sbagliata possibile una challenge o una sfida.

Rimane tutto ciò che è autolesionismo in rete, i tentativi di suicidio, le challenge, le sfide e i giochi assassini a cui loro partecipano, rischiando anche la loro vita. Detto questo, e partendo dal presupposto che oggi si tagliano e si fanno del male dicendo anche di partecipare al Blue Whale, il problema dell’autolesionismo in rete è molto grave. Per cui non si deve abbassare la guarda perché spesso e volentieri i ragazzi si incastrano nel web, si imbattono in ciò che non dovrebbero trovare sulla loro strada e rischiano di essere adescati e manipolati.

Ecco una mia risposta dopo il dietro front delle Iene. Cosa rimane del Blue Whale? Dobbiamo veramente abbassare la guardia?

Di Maura Manca, Psicoterapeuta, Presidente Osservatorio Naionzale Adolescienza,