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Fidget Spinner come dipendenza e come arma letale


Solo poche settimane fa, spopolava tra i ragazzini il Fidget Spinner, la piccola trottola rotante in plastica dura, che si trova in tantissime varianti di colore e modelli. Prendendolo con una mano oppure con entrambe, è in grado di roteare su se stesso a tutta velocità, grazie al cuscinetto sferico posizionato al centro e alle 3 eliche di cui è dotato.

Il problema è che come tutte le mode e le sfide social, dopo poco tempo stancano e annoiano subito, tanto da dover ingegnarsi nel trovare nuove modalità di utilizzo. 

Infatti, a Roma un bambino di 10 anni è stato vittima di questo “arnese” apparentemente innocuo: stava giocando insieme ad un amichetto con la versione dello spinner a tre lame, e quando  una di queste si è staccata, lo ha ferito alla mano, tanto da essere portato immediatamente all’ospedale. Attualmente sembra sia in buone condizioni, ma le conseguenze potevano rivelarsi molto più gravi e compromettenti.

Non è il primo caso di “ferita da Spinner” e non sarà neanche l’ultimo, perchè questo oggetto utilizzato ad alte velocità, con le eliche appuntite e taglienti, oppure nella variante in cui viene incendiato per rendere il tutto più spettacolare, può rivelarsi un’arma letale ed essere rischioso per la propria incolumità fisica.

E’ incredibile come un accessorio nato come uno scarico dell’ansia, dello stress scolastico, della disattenzione e dell’iperattività per molti adolescenti stia diventando uno dei tanti oggetti di dipendenza. E’ diventato un gioco ripetitivo che favorisce un utilizzo compulsivo, ovvero innesca il meccanismo di fare e rifare, fare e rifare, ricomprendo una funzione del tutto compensatoria, visto che non esiste un ragionamento sottostante ma è presente soltanto un uso compulsivo dell’oggetto, che diventa totalitario: non c’è mai uno staccare, un contesto, un confine ma lo Spinner sempre e in ogni luogo.

Fidget Spinner, il nuovo anti-stress che spopola tra gli adolescenti. Perché e quali conseguenze?

Considerando la pandemia che ha scatenato tra i giovanissimi, per puro effetto contagio della massa e completa omologazione sociale, purtroppo era solo una questione di tempo.Troppo spesso i ragazzi travisano lo scopo del gioco e valicano i limiti per il gusto di osare e di mettersi alla prova, rischiando di farsi male seriamente.

 

Redazione AdoleScienza.it