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Rischiare la vita per un like: la sfida che si gioca in strada


Sempre più spesso la cronaca ci racconta episodi di adolescenti che, per ricevere qualche like e l’approvazione social della rete, sono pronti a sfidare ogni limite e mettere a rischio la propria vita. Cambiano le mode, il principio di fondo resta sempre lo stesso: smartphone sempre pronti ad immortalare in foto o video le prove di coraggio dei ragazzi per poterle poi postare sui profili dei diversi social network e ottenere l’approvazione da parte dei propri contatti.

Sdraiati sulla strada, dietro una curva, di notte o vicino ad un incrocio: una sorta di roulette russa

Non è purtroppo una nuova moda, ciclicamente, gli adolescenti, si lanciano queste sfide che oggi diventano purtroppo social perché riprese dall’occhio indiscreto della videocamera di un telefonino. Va sottolineato purtroppo perché poi rischiano un effetto emulazione e contagio e quindi una diffusione nel web come hanno tante challenge anche quelle in cui si rischia la vita. Oggi salta alla cronaca il caso di un piccolo gruppo di adolescenti che si riprendevano sdraiati nella strada nel mentre che aspettavano le macchine. Il caso, però, non è isolato, sono stati già riscontrati altri episodi in cui gli adolescenti si fanno immortalare dagli amici nelle pose più assurde, si sdraiano sulle strisce pedonali aspettando l’arrivo delle auto per spostarsi all’ultimo minuto, o innescano delle liti e si picchiano solo per poter poi postare in rete foto di graffi e lividi, prove della loro forza.

Giocarsi la vita per un like

Le diverse mode vengono classificate, in modo rapido, come goliardate, momenti di divertimento, di sfida, per mettersi alla prova e andare oltre ogni limite. Parliamo di comportamenti a rischio, dove si mette a repentaglio in maniera diretta o indiretta la propria vita, una sensation seeking o ricerca di sensazioni forti, di un mettersi alla prova, di un cercare un limite. In gruppo poi è tutto più facile, c’è una divisione delle responsabilità, il gruppo aiuta a spingersi oltre e a rendere meno rischiose anche attività in cui si rischia la vita.

Manca un senso di sé, del limite, morale, della vita, dei valori, tutto in funzione della macchina dei like, della vetrina social e del rischio adolescenziale. 

Dietro ognuna di queste sfide o challenge, tuttavia, si nasconde sempre anche il rischio dell’imitazione, complice anche la rapidissima diffusione che ogni foto o video hanno grazie ai social e alla rete. Così, in poco tempo, tanti altri ragazzi decidono di compiere la stessa impresa e dare prova del loro coraggio, ricevere il maggior numero possibile di “mi piace”, sentirsi forse più grandi o più accettati dal gruppo.

Superare i propri limiti, cercare sempre qualcosa di diverso, voler sperimentare a tutti i costi emozioni forti, non preoccuparsi delle possibili conseguenze e, talvolta, non essere consapevoli dei rischi che si corrono: così i ragazzi si giocano la vita, sentendosi veramente vivi quando rischiano di morire.

 

Redazione AdoleScienza.it