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Salt and Ice Challenge: la sfida social delle bruciature


La Salt and Ice Challenge è una delle ultime trovate social che sta circolando in rete, soprattutto tra gli adolescenti. Mettersi alla prova, ricercare approvazione, sfidare le proprie capacità e i propri limiti, insieme all’effetto contagio, sono alcuni dei motivi che spingono i ragazzi a partecipare a queste mode pericolose, senza conoscere e valutare  le conseguenze per la propria salute.

In realtà è una challenge o sfida social che è comparsa in Rete qualche anno fa, ma nell’ultimo periodo è diventata nuovamente virale con l’hashtag #saltandicechallange, letteralmente “sfida del sale e del ghiaccio”, in seguito alle migliaia di condivisioni e like su YouTube. Capita spesso, infatti, che si riattivino sfide social del passato: basta che qualcuno posti una nuovo foto o video e diventa nuovamente virale.

In cosa consiste la nuova sfida?

I ragazzi che accettano di partecipare alla challenge, si procurano alcuni cubetti di ghiaccio, una manciata di sale e si posizionano davanti all’obiettivo dello smartphone. Successivamente, viene scelta una zona del corpo su cui mettere il sale insieme al ghiaccio. Tale processo innesca una reazione chimica tale per cui la temperatura si abbassa drasticamente, tanto da causare ustioni e bruciature più o meno gravi sulla pelle.

Ma qual è l’obiettivo? Nonostante il gioco si trasformi in sofferenza e dolore fisico solo dopo alcuni secondi, lo scopo è quello di resistere il più possibile e dimostrare il proprio coraggio agli altri.  Il tutto viene ovviamente immortalato e pubblicato sulle varie piattaforme online, così da poter dire: “Ce l’ho fatta, ho superato la sfida”, diventare popolare e raccimolare in breve tempo il numero maggiore di “mi piace”.

Più si soffre e più ci sono reazioni plateali, più il video sembra riscuotere consensi e like. Infatti, urla, grida, imprecazioni e smorfie di dolore generano in chi guarda il video risate incontrollate, commenti ironici e divertimento.


Quali sono i rischi?

Le conseguenze di questa sfida pericolosa possono generare, nei casi meno gravi, irritazione, arrossamenti e macchie più scure, fino ad arrivare in quelli più gravi, ad ustioni profonde, in cui vengono letteralmente distrutti i diversi strati della pelle. Infatti, una volta innescato il meccanismo dell’ustione, l’epidermide continua a bruciare, provocando dei veri propri solchi e lasciando cicatrici indelebili. Sono ferite che si rimarginano dopo moltissimo tempo, con il rischio concreto di incorrere in gravi infezioni, che se non curate per tempo, possono sfociare in complicazioni e mettere anche a repentaglio la vita stessa dei ragazzi.

Attenzione! Se questa sfida viene fatta dopo aver assunto alcol o sostanze i rischi sono maggiori, in quanto si abbassa ulteriormente la capacità di percepire il pericolo, la soglia del dolore si alza e non ci si rende conto della gravità delle ferite riportate e del proprio stato di salute.


Gli adolescenti sono spesso spinti dal mettere in atto comportamenti a rischio e gesti estremi, per dimostrare a loro stessi e agli altri di essere forti e per ricevere approvazione non solo dal gruppo ristretto dei propri amici, ma soprattutto dal mondo virtuale, dove i consensi e i “mi piace” contano in modo esponenziale. In più, non bisogna dimenticare il potere dell’effetto contagio, che in queste situazioni gioca un ruolo chiave: ci si imita e ci si rinforza a vicenda, il tutto amplificato dalla vetrina del web.


Per tale ragione è fondamentale che, attraverso la guida e il sostegno dei genitori, i giovani imparino a sviluppare un senso critico adeguato, che li possa tutelare maggiormente e possa renderli consapevoli dei rischi a cui vanno incontro.

Redazione AdoleScienza.it