Mystical ghost woman in white shirt with long black hair isolated

Samara Challenge: la nuova sfida che si sta diffondendo nel web. Quali sono i rischi?


Innumerevoli sono le sfide, nate in rete, che i ragazzi lanciano via web e che si diffondono in pochissimo tempo a macchia d’olio, cercando di realizzare video che diventino in poco tempo virali e super cliccati.

In questi giorni è dilagata velocemente in rete la Samara Challenge innescando, a causa dell’effetto contagio, condotte di emulazione caratteristiche del web. In cosa consiste? I ragazzi si travestono da Samara, la bambina del film horror ‘The Ring’, e vanno in giro per le strade con l’intento di spaventare i passanti.

Tanti giovani, infatti, pur di apparire, rischiano di esagerare e di andare oltre, cercano la soluzione più estrema e originale per essere riconosciuti dal popolo del web e ottenere una maggiore approvazione social, senza riflettere però sulle possibili conseguenze.


Il problema, come sempre, non è la sfida di per sé. Per i ragazzi, nella distorsione tipicamente adolescenziale della percezione del rischio, si tratta solo di un gioco: il problema è ciò che ne potrebbe conseguire.


Sono challenge che spesso degenerano, in quanto si arriva facilmente a superare il limite, fino a sfiorare le tragedie. Ognuno di noi, quando si trova in una situazione spaventosa o di pericolo, come chi cammina per strada e assiste a questa challenge, può reagire in maniera differente e imprevedibile, magari utilizzando anche la violenza.

È ciò che è successo in diverse città d’Italia in cui la challenge ha scatenato reazioni istintive e violente in chi incontrava le diverse “Samara”: in provincia di Napoli, ad esempio, una persona ha reagito dando un pugno alla ragazzina e a Roma un gruppo di giovani ha cercato di allontanare la ragazza che indossava il lenzuolo bianco, arrivando infine a darle un calcio sul volto.

Che ruolo hanno gli adulti?

Tanti genitori non hanno idea di quello che i figli fanno o vedono in rete e tendono a sottovalutare l’influenza che possono avere su di loro certi filmati e immagini.

E’ necessario filtrare tutti i contenuti perché i ragazzi, non avendo ancora una capacità critica sviluppata, sono facilmente influenzabili e condizionabili.


Bisogna sottolineare che la rete è solo il mezzo di diffusione: i social, i film, le serie tv, non sono la causa, come erroneamente si pensa. Il problema è legato al fatto che, troppo spesso, vengono sottovalutati gli effetti sulla psiche e sui comportamenti dei ragazzi.


Per prevenire questi comportamenti, gli adulti di riferimento, per prima cosa devono essere consapevoli dell’esistenza di questi fenomeni, monitorare i contenuti che i ragazzi guardano quotidianamente in modo tale da educarli e aiutarli a interiorizzare gradualmente il concetto di rischio, per evitare che superino il “limite del limite” e si espongano a tutta una serie di rischi.

Redazione AdoleScienza.it