rischio normale e patologico

Sport estremi, ricerca di sensazioni forti: non sempre è patologico! Allora qual è la differenza tra normalità e patologia?


La ricerca di emozioni nuove, ossia la tendenza alla “sensation seeking”, non sempre è una forma di un’espressione di disagio e di patologia. Ci sono tanti giovani e tanti adulti che sentono questa spinta interna, che hanno bisogno di sfidarsi e di confrontarsi con se stessi, che vogliono vivere sensazioni forti, a volte anche al limite del rischio, ma che non lo fanno con l’intento o la consapevolezza di farsi del male. Si tratta di una ricerca di sensazioni forti, praticate sempre in sicurezza, riducendo al massimo il rischio di morte. Lo fanno in maniera più adattiva, mettendo in atto comportamenti socialmente accettati, come per esempio, tutti gli sport estremi. Una sottocategoria molto diffusa, soprattutto tra gli sportivi o i giovani adulti con la voglia di sperimentarsi è la thrill and adventure-seeking e racchiude sport estremi come: immersioni subacquee in acque pericolose, arrampicata su roccia, paracadutismo, corse in auto o in moto ecc…..

Quindi non tutto è patologico, anche se a molte persone può sembrare estremo o un modo per correre un inutile rischio. Quando c’è una patologia, c’è una deviazione dello sviluppo fisiologico e quindi un disadattamento che può cronicizzarsi anche in un disturbo. Ci sono quindi persone che sono adattate e conducono una vita socialmente accettabile, come chi corre in macchina o in moto (non per lavoro) o i record man che soddisfano semplicemente un bisogno interno di ricerca di sensazioni forti. Mentre, guidare completamente ubriachi, a tutta velocità anche nei centri abitati, fare gare clandestine, sono comportamenti che esprimono un forte disagio interno, attraverso i quali si cerca una transitoria sensazione di benessere che però crea una sorta di “dipendenza” che può portare ad aumentare sempre più la posta in gioco.

Gli adolescenti tendenzialmente mettono in atto una serie di comportamenti a rischio con il tentativo consapevole o meno di comunicare il proprio disagio psichico, di trovare i propri limiti, di rinforzare un ruolo sociale, di opporsi alle autorità, sia genitoriali che istituzionali, di sentirsi grandi e nei casi più gravi, vivi. Tali comportamenti racchiudono tutti quelli attraverso i quali viene messa a repentaglio la salute propria e altrui, in cui c’è un rischio per se stessi a breve termine, come per esempio guida pericolosa, uso del telefono alla guida o a lungo termine come per esempio abuso di alcol, sigarette, che appaiono spesso agli adulti inspiegabili e irrazionali, i giovani tentano di comunicare il disagio in cui vivono.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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