anoressia maschile

Anoressia maschile: sintomi e correlati psicologici


Quando si pensa all’anoressia, cosa viene in mente? La maggior parte delle persone pensa ad una ragazza, in conflitto con il proprio corpo, ossessionata dal peso, dal voler dimagrire a tutti i costi e alla continua ricerca di modelli estetici impossibili da raggiungere.

L’anoressia non è una problematica legata esclusivamente al genere femminile, ma anche a quello maschile. Sempre più ragazzi sono ossessionati dal peso e dalla propria fisicità, ricorrono a drastiche diete, ricche solo di proteine, e ad eccessiva attività sportiva. I sintomi sono sovrapponibili a quelli delle ragazze, tranne per gli aspetti legati al ciclo mestruale.

Oltre al marcato dimagrimento, i disturbi alimentari nei ragazzi si possono manifestare con problematiche inerenti la definizione muscolare e all’ossessione per un raggiungimento di una determinata massa corporea.

Tra gli indicatori dell’anoressia maschile ritroviamo:

– ossessione per la dieta

– eccessivo esercizio fisico

– paura di aumentare di peso

– controllo ossessivo delle calorie

– sentimenti di disgusto verso il cibo

– bassa autostima e considerazione di Sè

– sbalzi d’umore e vissuti depressivi

– livelli elevati di ansia durante l’attività sessuale

– vergogna e sensi di colpa dopo aver mangiato

– vergogna sensi di colpa per aver saltato o non aver effettuato le ore prestabilite di attività fisica

– insoddisfazione del proprio corpo

– vedersi più “grassi” rispetto a quello che si è.

Nella nostra società, raramente, si sente parlare di anoressia maschile, anche se, nell’ultimo decennio, numerose ricerche sul fenomeno hanno evidenziato una discreta diffusione. Infatti, in uno studio italiano condotto da Munno Sterpone e Zunno nel 2005, emerge che i casi di anoressia maschile raggiungono circa il 10% di quelli totali. In una ricerca del 2004 condotta da Kjelsas, Bjornstrom e Gotestam viene messo in luce come il 6.5% dei casi di disturbi alimentari colpiscano adolescenti maschi di 14-15 anni di età (rispetto al 17,9% delle coetanee), proprio per la particolare e delicata fase che si trovano a vivere. I cambiamenti a cui il giovane deve far fronte, non coinvolgono solamente il corpo, ma riguardano anche gli aspetti psicologici e il modo di comportarsi e di relazionarsi con gli altri. Quindi, spesso durante la pubertà l’anoressia diventa la copertura di conflitti interiori più profondi e il risultato di una mancata integrazione tra il “vecchio” corpo, quello da bambino e il nuovo corpo totalmente trasformato.

I ricercatori Greenberg e Schoen, in una ricerca pubblicata nel 2008, hanno individuato le principali motivazioni che spingono gli uomini e i ragazzi a intraprendere lunghe diete, che spesso fungono da fattori predisponenti i disturbi del comportamento alimentare:

– giovani che in passato hanno avuto una storia di obesità che li ha portati ad effettuare una dieta drastica e particolarmente restrittiva;

– giovani che vogliono evitare complicazioni mediche relative all’eccesso di peso, sperimentate, in precedenza, da un familiare;

– giovani che spostano sulla cura del proprio aspetto una storia di maltrattamenti subiti durante l’infanzia;

– giovani che effettuano diete ferree per migliorare le performance sportive (come ad esempio la corsa e il sollevamento pesi).

Purtroppo però c’è ancora molto da fare, infatti da un recentissimo studio di Räisänen e Hunt del 2014, emerge come ci sia ancora oggi una mancanza di informazioni sull’argomento e come ci siano poche risorse e interventi ad hoc rivolti al mondo maschile. Sarebbe invece importante che i professionisti della salute cominciassero a riconoscere i sintomi e comprendessero le emozioni e i vissuti che questi ragazzi sperimentano, per poter intervenire efficacemente con strumenti e strategie adeguate.

Il rischio in cui si può incorrere, è quello di non riuscire a riconoscere tempestivamente i segnali d’allarme, di fare una diagnosi sbagliata o in ritardo, attuare trattamenti non mirati, che possono favorire il cronicizzarsi dei sintomi.

E’ importante quindi riconoscere precocemente i sintomi e rivolgersi il prima possibile ad un’equipe multidisciplinare di professionisti (medico, psicoterapeuta, psicologo, nutrizionista) per poter intervenire tempestivamente e prendersi cura della persona a livello globale.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Greenberg S.T.; Schoen E.G. (2008). Males and eating disorders: Gender-based therapy for eating disorder recovery. Professional Psychology: Research and Practice, 39 (4): 464-471.

Kjelsås E., Bjørnstrøm C., Götestam K.G. (2004). Prevalence of eating disorders in female and male adolescents (14-15 years). Eating Behaviors, 5(1): 13-25.

Munno D., Sterpone S.C., Zunno G. (2005), L’anoressia nervosa maschile. Una review. Giornale Italiano di Psicopatologia, 11, 215-224.

Räisänen U., Hunt K. (2014). The role of gendered constructions of eating disorders in delayed help-seeking in men: a qualitative interview study. British Medical Journal Open, 4(4).