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Bambini che saltano i pasti e controllano in modo ossessivo lo specchio: già a 8 anni i campanelli d’allarme dei disturbi alimentari


Difficoltà legate all’alimentazione e disturbi alimentari non riguardano esclusivamente gli adolescenti, ma sempre più spesso colpiscono bambine più piccole, che frequentano ancora le scuole elementari.  Già a 8-9 anni, infatti, le bimbe possono arrivare a controllare ossessivamente lo specchio e ridurre l’alimentazione, talvolta nascondendosi per non insospettire genitori o insegnanti.

Se i più piccoli iniziano ad avere problemi con il corpo e con l’alimentazione fin da bambini, aumenta notevolmente il rischio di incorrere durante l’adolescenza in problematiche alimentari, di farsi condizionare dall’aspetto estetico e dal peso e di non vivere sereni e sicuri di se stessi.

 

I fattori che possono influenzare il rapporto dei bambini con il cibo sono molteplici: la varietà degli alimenti, la presentazione dei cibi, i messaggi pubblicitari, le abitudini familiari, gli atteggiamenti mostrati dai genitori nei confronti dell’alimentazione. Le scelte effettuate dai bambini, infatti, sembrano essere influenzate anche dalle preferenze genitoriali, in particolare quelle materne, che possono modificare e talvolta inibire le scelte dei figli, i quali cercano di aderire il più possibile alle abitudini e alle scelte alimentari degli adulti (Bruce et al., 2016).


Gli ideali di bellezza proposti dai media e dalla nostra società, si ispirano troppo spesso alla magrezza e alla perfezione, esaltano l’aspetto estetico e condizionano non solo adolescenti e adulti, ma anche i bambini che, sin da piccoli, ricevono determinati messaggi e si confrontano con idoli (televisivi, sportivi, musicali) che incarnano certe caratteristiche fisiche. Tutto ciò rischia di accompagnarsi ad una percezione distorta della propria immagine corporea e a un controllo ossessivo del peso, anche in età precoci.


Età di esordio sempre più bassa

Il dato che preoccupa maggiormente, e su cui la Società Italiana di Pediatria (Sip) e il Ministero della Salute già da tempo pongono l’attenzione, è l’età sempre più bassa in cui iniziano a manifestarsi segnali e atteggiamenti tipici dei disturbi alimentari, in particolare dell’Anoressia, che vedono il loro esordio già in bambine di 8-9 anni. Un fenomeno collegato, secondo gli specialisti, a diversi fattori tra cui l’abbassamento dell’età puberale nelle bambine e l’impiego sempre più massiccio dei social network, che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili.

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L’Arfid, o disturbo evitante/restrittivo nell’assunzione di cibo, colpisce soprattutto i bambini, in particolare maschi, già da 2-3 anni e può essere presente fino alla preadolescenza. Può manifestarsi in diverse forme, la più comune delle quali può portare i bambini ad essere estremamente selettivi verso il cibo preferendo alimenti di un determinato colore o di una specifica consistenza, ma può anche manifestarsi attraverso una insufficiente assunzione di cibo. I bambini, di conseguenza, non assumono in modo adeguato le sostanze nutritive necessarie, con possibili complicanze organiche e difficoltà che possono interferire anche su relazioni sociali, rendimento scolastico e normale svolgimento delle attività quotidiane.

 

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Quali sono i campanelli d’allarme?

Tra gli 8 e i 10 anni, in particolare, si può identificare una fase definita dai pediatri come “età del sospetto”, in cui si manifestano i primi segnali delle difficoltà legate all’alimentazione. I bambini e le bambine possono manifestare ansia, cambiamenti nel comportamento, tendenza a chiudersi in se stessi, isolamento, abitudine di nascondere ciò che si fa, episodi di autolesionismo, esagerata attività fisica. È importante anche fare attenzione al modo in cui mangiano: sminuzzare il cibo in pezzi piccolissimi, mangiare lentamente, escludere alcuni alimenti, assumere molta acqua, andare spesso in bagno, specie dopo i pasti, sono tutti atteggiamenti da non sottovalutare e a cui prestare attenzione.

L’insorgenza sempre più precoce dei disturbi del comportamento alimentare, sebbene determinata da differenti fattori, risente sicuramente anche dei valori culturali legati all’eccessiva magrezza, cui i bambini sono sempre più esposti in famiglia, a scuola, attraverso i media. La prevenzione, dunque, diventa un elemento indispensabile per sensibilizzare anche gli adulti e cogliere tempestivamente ogni segnale.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti bibliografici

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Raffaello Cortina, Milano.

Bruce A.S., Bruce J. M., Balakrishnan S.N., Cherry J.B.C., Davis A.M., Ha O.R., Lim S.L., (2016). The child brain computes and utilizes internalized maternal choices. Nature Communications, 7, 11700.

 

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