alimentazione selettiva

Bambini che selezionano il cibo


Con la denominazione “Alimentazione Selettiva” si fa riferimento ad una condotta alimentare caratterizzata dall’assunzione di una ristretta gamma di cibi: i bambini mangiano generalmente solo cinque o sei cibi differenti, spesso carboidrati (pane, pasta, patate o bevande), rifiutando gli altri in base a caratteristiche sensoriali quali il gusto, l’odore o il colore. Quando i genitori tentano di ampliare la gamma di cibi il bambino può reagire con ansia e disgusto e tali condotte possono ripercuotersi anche sul suo funzionamento sociale, impedendo o limitando la partecipazione a feste di compleanno, gite scolastiche e/o cene di classe. Questi bambini presentano un peso e un’altezza adeguati all’età, non mostrano preoccupazioni per il peso o la forma del proprio corpo e, nella maggior parte dei casi, il bisogno di adeguarsi al gruppo in adolescenza porta a una risoluzione spontanea del problema.

I disturbi dell’alimentazione nell’infanzia inducono spesso sentimenti di frustrazione e impotenza nei genitori, costituiscono un elemento di conflitto nella relazione e, sebbene alcune difficoltà del comportamento alimentare siano temporanee e legate a fasi specifiche dello sviluppo, possono rappresentare anche un importante segnale di disagio.

Un recente studio condotto dal Duke Center for Eating Disorders (Zucker et al., 2015) ha, infatti, evidenziato l’esistenza di una correlazione tra alimentazione selettiva e disturbi ansioso- depressivi durante l’infanzia. La ricerca ha indagato le abitudini alimentari di bambini definiti come “picky eaters” (letteralmente schizzinosi) e ha constatato che i piccoli estremamente selettivi sono più a rischio di ansia e depressione. Secondo lo studio, condotto su circa 3400 bambini tra 2 e 6 anni di età, oltre il 20 per cento mangia in modo selettivo. Tali bambini hanno una grande percezione del mondo circostante e del loro corpo e questo li porta a vivere ogni esperienza in modo più intenso, anche quelle legate al cibo. All’origine di questo atteggiamento potrebbero esserci precedenti esperienze negative con alcuni alimenti, con conseguente sviluppo di ansia nel momento in cui i piccoli si sentono costretti a mangiarli di nuovo o a provare nuovi cibi. Tali condotte, pur non essendo patologiche, potrebbero portare ad una maggiore vulnerabilità e, dunque, allo sviluppo di problemi emotivi. Depressione, deficit di attenzione e ansia si mostrano, difatti, due volte più frequenti in bambini molto selettivi nei confronti del cibo.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Zucker N., Copeland W., Franz L., Carpenter K., Keeling L., Angold A., Egger H. (2015). Psychological and Psychosocial Impairment in Preschoolers With Selective Eating. Pediatrics, 136(3): 2014- 2386.