mangiar male

Cosa si deve fare per non far ingrassare i ragazzi?


A proposito del ritorno a scuola, la Food & Drug Administration – FDA, l’agenzia che controlla il cibo e i farmaci in commercio negli USA, spiega che per non far ingrassare i ragazzi si deve:

a) programmare i pasti della settimana, la fretta induce a utilizzare alimenti pronti,

b) fare porzioni più piccole degli adulti,

c) preparare frutta e verdura in modo più divertente,

d) controllare le etichette per valutare i grassi e gli zuccheri contenuti.

Magari nel leggere questi consigli ci viene da sorridere perché a noi ci sembrano piuttosto scontati, ma negli Stati Uniti, dove per cultura, abitudini e gusti le cose stanno diversamente, tutto ciò non è così ovvio.

E’ un approccio abbastanza grossolano, certo, perché non spiega granché circa le scelte alimentari da fare e soprattutto usa la valutazione dei soli grassi e zuccheri come unico criterio di salubrità di un alimento. Però una considerazione nell’articolo è assolutamente condivisibile e non tanto ovvia neanche dalle nostre parti: i genitori dovrebbero alimentarsi in maniera più sana affinché per i loro figli sia più naturale abituarsi a mangiare in un modo più corretto…insomma in poche parole il caro, vecchio ma ancora valido BUON ESEMPIO. Senza questo per il nutrizionista è molto più complicato fare un lavoro che nel tempo dia risultati apprezzabili ma soprattutto stabili.

Usare frutta, verdura, proteine magre, latticini e cereali integrali.

Farsi aiutare dai figli a preparare i pasti.

È giusto invece mangiare cibi sani per dare l’esempio dato che bambini e adolescenti emulano gli adulti.

E forse anche preparare la frutta o la verdura in modo fantasioso e quindi più attraente (ma quale genitore oggi ha il tempo per farlo?). Altra ovvietà è quella che le porzioni devono essere più piccole di quelle per gli adulti….ma va’? Infine, è un’idiozia verificare le etichette per controllare il contenuto di grassi e zuccheri.

Il problema non sono i grassi ma il tempo

NON sgrassiamo il prosciutto, ma riduciamo i sughi pronti, le merendine, il junk food.

In altre parole, il problema non sono i grassi “sani”, quelli cioè che sono sempre esistiti negli alimenti e che si mangiano da secoli senza nocumento alcuno.

 

di Antonio Sbardella (Bioterapia Nutrizionale)