dismorfofobia

Dismorfismo corporeo riflesso nello specchio


L’immagine corporea è quella immagine del nostro corpo che formiamo nella mente data da come ci percepiamo e da come ci valutiamo, è la rappresentazione soggettiva di noi stessi che ci condiziona in termini di sicurezza personale, espressione delle nostre caratteristiche, emozioni, pensieri e comportamenti.

Sono molto numerose le persone che vivono con la paura costante di mostrare il proprio corpo o una parte di esso per una visione distorta soprattutto di parti del viso come naso, orecchie, bocca e persino i capelli, ma anche altre parti come cosce, gambe, glutei, seno e addome, soprattutto nelle donne.

Nell’era mediatica in cui viviamo, l’aspetto fisico assume sempre più un’importanza maggiore, si è costantemente sotto i riflettori, infatti tra social network, selfie e mode assurde che impazzano nel web non si può assolutamente farsi trovare con qualche capello fuori posto. Per molte persone la chirurgia estetica può diventare un grande alleato.

Ma che cos’è il dismorfismo corporeo?

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo (DDC) o Dismorfofobia è una condizione per cui la persona mostra un’eccessiva preoccupazione per un difetto fisico (presunto o reale) che può condurre ad uno stato di disagio profondo ed intenso a tal punto da poter compromettere la sfera sociale, lavorativa e relazionale e portare all’isolamento sociale. In genere le persone che soffrono di questo disturbo vivono il loro disagio in maniera ossessiva, con pensieri intrusivi e ripetitivi, ossia pensano costantemente a quel difetto o parte del corpo, a come poterlo nascondere, tentando di tutto e spesso lamentandosi di come i tentavi siano stati inutili. Tutto questo arriva ad interferire anche con le attività quotidiane e sullo stato d’animo (APA, 2014).

Tra gli atteggiamenti tipici del dismorfismo corporeo c’è l’abitudine a specchiarsi continuamente o di evitare completamente che il proprio sguardo incroci la propria immagine riflessa. La relazione che si instaura con lo specchio permette di mantenere costantemente sotto controllo il difetto corporeo e talvolta diviene una vera e propria ossessione.

Una recente ricerca (Farrants e Silver, 2015), ha cercato di esplorare i vissuti di chi vive costantemente con tale disturbo. Il campione era formato da persone a cui era stato diagnosticato il Disturbo di Dismorfismo Corporeo e la ricerca consisteva sia nel mostrare loro foto in cui erano raffigurati, sia nel monitorare le sensazioni ed emozioni correlate al guardarsi allo specchio. Dai risultati è emerso che il guardarsi allo specchio e analizzare a lungo i propri difetti fa parte delle caratteristiche di tale disturbo, le motivazioni sono spesso confuse, complesse e masochiste. Nel complesso i partecipanti hanno descritto lo specchio come un oggetto di controllo, che imprigiona e depotenzia l’immagine del sé facendo aumentare sensazioni di ansia, depressione e frustrazione e soprattutto paralizzando la vita sociale dell’individuo.

In conclusione si può affermare che le persone con tale disturbo presentano una bassa autostima che li porta a mettere in atto tentavi ripetuti di riparazione, il tempo che si trascorre ad analizzare i propri difetti aumenta esclusivamente lo stato di ansia e disagio e soprattutto evidenzia i difetti anche più piccoli facendo mettere da parte la cosa più importante: la bellezza della persona in sé e nel suo complesso, inclusi pregi e difetti.

Redazione AdoleScienza.it

 Riferimenti Bibliografici   

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta editione. DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano.

Cash T.F. e Pruzinsky T. (2002). Future challenges for body image theory, research, and clinical, practice. Body Images: A Handbook of Theory, Research, and Clinical Practice, 1: 509-516. http://www.ufjf.br/labesc/files/2012/03/Body-Image_2004_Body-Image-past-present-and-future.pdf

Farrants J. e Silver J. (2015). ‘I Once Stared at Myself in the Mirror for Eleven Hours.’ Exploring mirror gazing in participants with body dysmorphic disorder. Journal of Health Psychology, 6: 1-11.

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