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Disturbi alimentari sempre più diffusi anche tra i bambini


Si sta abbassando ulteriormente l’età di esordio dei disturbi alimentari che colpiscono bambini e adolescenti di ogni età.

Un dato emerso anche dalla ricerca nazionale condotta dal Ministero della Salute (http://www.pdf.investintech.com/preview/b4b4ea36-a80e-11e5-9555-002590d31986/index.html), che ha coinvolto 1380 minori di età compresa tra gli 8 e i 17 anni. Già dall’età di 8 anni sono state rilevate problematiche legate all’anoressia e alla bulimia, insieme ad altri disordini alimentari più difficili da individuare, come l’alimentazione selettiva o la disfagia (difficoltà a deglutire).

Riconoscere i campanelli di allarme sin dalla prima infanzia risulta fondamentale. Bisogna considerare infatti che tanto più l’esordio (l’inizio della malattia) è precoce, più le conseguenze sono gravi e compromettono in maniera seria la salute psico-fisica.

È stata osservata la presenza di osteoporosi anche nei più piccoli, con conseguente arresto dell’accrescimento osseo nel 43% dei bambini e preadolescenti affetti da disordini alimentari; una percentuale molto più alta di quella che colpisce la popolazione adulta. Significa che un bambino che nell’infanzia ha sofferto di anoressia con successivo blocco della crescita ossea, avrà una compromissione tale da non riuscire più a recuperare la statura che avrebbe avuto se fosse stato sano.

Nel 63% dei casi, inoltre, la comparsa precoce dei sintomi è spesso accompagnata da altre patologie, quali depressione, attacchi di panico, forme fobico-ossessive e difficoltà a resistere agli impulsi.

Bisogna fare attenzione a tutti quei segnali di rischio che spesso si tende a sottovalutare, soprattutto nei bambini, in quanto possono anticipare l’insorgenza di un vero e proprio disturbo alimentare!

Come riconoscere una problematica nella sfera alimentare?

Redazione AdoleScienza.it

 

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