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Emulazione di modelli magri e fisici “perfetti”: quali rischi per gli adolescenti?


Spesso ci si chiede quanto la presenza in tv, sul web, sulle riviste di corpi magri e statuari possa favorire l’emulazione da parte degli adolescenti fino a portarli a sviluppare disordini alimentari.


È importante innanzitutto sottolineare che modelle magrissime e corpi perfetti non sono ovviamente la causa della messa in atto di condotte patologiche verso il cibo e il corpo, anche se possono arrivare a condizionare molto i giovani.


In fase adolescenziale, infatti, i ragazzi sono in preda ai cambiamenti, sono alla ricerca di una propria identità e hanno bisogno di identificarsi con modelli di riferimento, arrivando in alcuni casi ad una vera e propria emulazione.

Una ricerca condotta da Nutrimente Onlus (http://urly.it/21p5c) ha voluto indagare l’influenza che può avere l’immagine corporea delle top model sulle teenagers ed è emerso che una continua esposizione a modelli che enfatizzano un corpo magrissimo e filiforme aumenta nel 47% il rischio di emulazione. Quasi 1 ragazza su 10 è pronta dunque a rincorrere quegli standard fisici, arrivando anche ad adottare diete restrittive, attività fisica eccessiva e a far uso di farmaci pur di dimagrire, pur di raggiungere quel corpo così “perfetto”.

Basti pensare che ben 4 adolescenti su 10 seguono una dieta per dimagrire perché non si accettano così come sono e non sono soddisfatti del proprio corpo; solo il 15% lo fa per problemi legati alla salute o per l’attività sportiva agonistica (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).

Non bisogna sottovalutare che viviamo in una cultura e in una società in cui gli schermi propongono continuamente modelli di fisicità magrissimi, spesso finti e ritoccati, in cui il corpo assume una valenza centrale fino a diventare l’unico aspetto su cui si basa il valore personale.

In una fase delicata di crescita, in cui si è completamente incentrati sul corpo e si è alla ricerca di consensi e approvazione, l’esposizione a modelli di eccessiva magrezza, può favorire negli adolescenti il bisogno di aderire a certi standard, fino in alcuni casi in cui è presente una maggiore vulnerabilità, a mettere in atto strategie drastiche con conseguenze dannose per la salute.

La pressione dei media non è la causa dell’esordio di un disturbo alimentare ma è importante considerare i messaggi che vengono trasmessi ai più piccoli.

Bambini e adolescenti crescono in contesti sociali, virtuali e spesso anche familiari, in cui l’aspetto esteriore sembra avere un’importanza di gran lunga maggiore rispetto agli aspetti emotivi e psicologici di una persona per cui facilmente si tende ad ambire a quel ideale di bellezza e di magrezza, nel quale si pensa di trovare quel riconoscimento e affermazione sociale tanto desiderati, quanto illusori.

Redazione AdoleScienza.it

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