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Il vortice dei disturbi alimentari secondo il DSM-5


Sempre più bambini e bambine intorno ai 7-8 anni iniziano ad avere una percezione distorta del proprio corpo ed esprimono il loro disagio attraverso un utilizzo improprio del cibo, con ripercussioni importanti sulla loro salute psico-fisica. Per questa ragione, durante l’infanzia e l’adolescenza è fondamentale prestare attenzione a tutti i segnali legati alla sfera alimentare, cercando di capire il messaggio e la sofferenza che si nasconde dietro. Si inizia per gioco, per imitazione perché lo fanno le amiche e gli amici, perché non ci si sente a proprio agio nel proprio corpo, in una società in cui gli aspetti emotivi vengono messi da parte e i canoni estetici, e in particolare l’eccessiva magrezza, assumono un valore e un ideale da raggiungere.

Secondo il DSM-V i principali disturbi dell’alimentazione sono (APA, 2014):

ANORESSIA NERVOSA: è caratterizzata da una restrizione delle calorie giornaliere che induce un significativo abbassamento del peso rispetto all’età, al sesso, alla traiettoria dello sviluppo e alla salute fisica. E’ presente un’intensa paura di ingrassare e per questo vengono messi in atto comportamenti ad hoc per interferire con l’aumento di peso. La percezione distorta del peso e della forma del corpo che ne deriva, porta ad adottare le tecniche più disparate per controllarsi costantemente, come utilizzare la bilancia di continuo, fare un uso persistente dello specchio per monitorare le zone percepite grasse e misurarsi ossessivamente alcune aree del corpo. Tale disturbo incide profondamente sull’autostima e non permette di riconoscere le gravi implicazioni mediche sullo stato di salute.

BULIMIA NERVOSA: è caratterizzata principalmente da ricorrenti abbuffate di cibo accompagnate da comportamenti di compenso volti a prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso-uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci oppure esercizio fisico eccessivo. La valutazione di sé è fortemente influenzata dalla forma e dal peso del corpo, andando ad intaccare il senso di sé e della propria autostima.

BINGE EATING (disturbo da alimentazione incontrollata): è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, dove l’anomalia risiede nella quantità di cibo ingerita, accompagnata dalla sensazione di perdere il controllo e non riuscire a smettere di mangiare. Le abbuffate compulsive non sono accompagnate da condotte compensatorie, ma al contrario, possono essere associate al mangiare molto più rapidamente del normale, ad avere una sensazione dolorosa per essere eccessivamente pieni, all’introdurre grandi quantità di cibo pur non percependo lo stimolo della fame, al mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite e al provare disgusto di sé e sperimentare vissuti depressivi o di colpa dopo aver mangiato troppo.

I bambini e i ragazzi che soffrono di disturbi alimentari vivono una sofferenza che non trova adeguati canali di comunicazione ed espressione. Purtroppo il problema non è circoscritto ai disturbi alimentari conclamati, ma bensì si estende a quelli sotto-soglia, quelli più nascosti, quelli che difficilmente rientrano nei manuali diagnostici, ma che inevitabilmente condizionano la vita. Per tale ragione è importante investire nella prevenzione, nell’informazione e nel trattamento del disagio evolutivo, affinché le difficoltà e i problemi legati all’alimentazione NON diventino disturbi veri e propri, un terribile vortice in cui si rimane incastrati.

Redazione AdoleScienza.it

American PsychiatricAssociation (2015). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano.

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