obesità durante le vacanze

L’obesità e le tentazioni culinarie in vacanza


Durante le vacanze, si sa, è più difficile riuscire a mantenere un’alimentazione sana e corretta e di conseguenza a non prendere qualche chilogrammo.

Ci si ritrova quasi sempre a fare i conti con la bilancia e alcuni studi rilevano che si aumenta di circa un kg a settimana (Baker e Kirschenbaum, 1998; Klesges et al., 1989). Questo tipo di problematica risulta essere più accentuata soprattutto in coloro che già soffrono di disturbi del comportamento alimentare, in particolare di obesità.

Una ricerca di Baker e collaboratori ha analizzato proprio questo aspetto (Baker et al., 1999): sono state reclutate 57 persone provenienti da un programma di trattamento a lungo termine ad orientamento cognitivo-comportamentale. I soggetti sono poi stati divisi in due gruppi: uno di controllo e uno di intervento e sono stati successivamente monitorati per 8 settimane (3 settimane prima del periodo di vacanze, 2 settimane durante le vacanze e 3 dopo). Il gruppo di controllo non ha ricevuto alcun sostegno, al contrario, invece, del gruppo di intervento che ha avuto durante le 8 settimane il sostegno di uno psicologo, un assistente sociale e un laureato esperto nell’obesità. Durante il periodo della ricerca i soggetti ricevevano 1-2 volte alla settimana una telefonata dall’esperto per parlare del loro programma-dieta, del peso corporeo e di come si sentivano, in più ricevevano delle email con del materiale sull’autocontrollo oltre ad un opuscolo a fumetti che riprendeva l’argomento. I soggetti di entrambi i gruppi dovevano compilare una tabella in cui c’era scritto quello che mangiavano, la relativa quantità e il loro peso corporeo.

I risultati hanno chiaramente riportato come il gruppo di intervento sia riuscito a mangiare in maniera sana, senza eccedere, perdendo addirittura qualche kg. Questo ha dimostrato ancora una volta l’importanza di un maggiore supporto per l’autocontrollo durante il periodo di vacanza (Baker e Kirschenbaum, 1993; 1998; Sperduto et al., 1986) e di quanto in quei giorni si tenda maggiormente a cedere alle tentazioni a causa del maggiore tempo libero e di un cambiamento delle abitudini giornaliere, tra cui anche quelle alimentari, la lontananza da casa e la presenza di maggiori tentazioni culinarie ( Head e Brookhart,1996).

Migliorando l’auto-monitoraggio i soggetti risultano essere più consapevoli del loro reale atteggiamento verso il cibo. Questo ci fa capire come servirebbe in futuro effettuare ancora nuove ricerche per valutare eventuali altre soluzioni nell’affrontare questo tipo di problema in soggetti che già presentano difficoltà nella gestione del comportamento alimentare e che nei giorni di festa si ritrovano a dover lottare con cartelloni pubblicitari che ritraggono grandi panettoni, televisione che manda in onda ogni due pubblicità una con della cioccolata, supermercati stracolmi di gelati e amici che organizzano cene estive di continuo.

Riferimenti Bibliografici

Baker R.C. e Kirschenbaum D.S. (1993). Self-monitoring may be necessary for successful weight control. Behavior Therapy, 24: 377-394.

Baker R.C. e Kirschenbaum, D.S. (1998). Weight control during the holidays: Highly consistent self-monitoring as a potentially useful coping mechanism. Health Psychology, 17: 367-370.

Baker et al. (1999). How Can Obese Weight Controllers Minimize Weight Gain During the High Risk Holiday Season? By Self-Monitoring Very Consistently. Health Psychology, 4: 364-368.

 Head S. e Brookhart A. (1996). Improving relaps e prevention strategies for weight loss. Paper presented at the meeting of the Society of Behavioral Medicine, San Diego

 Klesges R. C., Klem M. L. e Bene C.R. (1989). Effects of dietary restraint, obesity, and gender on holiday eating behavior and weight gain. Journal of Abnormal Psychology, 98: 499-503

 Sperduto W.A., Thompson H.S. e O’Brien R.M. (1986). The effect of target behavior monitoring on weight loss and completion rate in a behavior modification program for weight reduction. Addictive Behaviors, 11: 337-340.