mamma mi imbocchi

Mamma mi imbocchi ancora anche se sono grande?


Se i figli richiedono di essere imboccati in un’età in cui l’autonomia, la libertà di scelta, il senso di sazietà e di fame sono già stati compresi e appresi, il problema è nella relazione con il genitore. Dopo lo svezzamento il bambino affina e consolida le sue capacità di autoregolazione e la libertà di scegliere se mangiare o meno in quanto ha già acquisito il senso di sazietà e di fame.

La comunicazione simbolica che sottende la richiesta di essere imboccati quando sono ormai grandi, esprime tendenzialmente la paura di crescere, la non accettazione del proprio corpo, il bisogno di un legame sicuro che non è stato mentalizzato e che ha quindi bisogno di essere rinforzato dal gesto dell’imboccare.

Molto spesso mi capita che i genitori mi raccontano che imboccano il figlio per disperazione perché non mangia, “fa le storie” perché non vuole mangiare e loro, dopo un po’, si stancano di stare troppo tempo a pregare il figlio di magiare. Molto spesso capita che questo tipo di problematiche insorgano in presenza di fratelli o sorelle più piccoli per cercare l’esclusività in termini di possesso del genitore. Per esempio, quando si ha un fratellino o sorellina più piccola, a volte si “imita” la condotta del piccolo e si vuole regredire come lui o lei perché vedono che ha attenzioni speciali. Insorge in questo modo la gelosia e il figlio più grande può arrivare a comportarsi come se fosse più piccolo di lui o lei, per avere maggior affetto, e incentrare l’attenzione di tutto il nucleo familiare su di sé.

Cosa deve fare il genitore?

– Non siete obbligati a fare pasti interminabili, ma NON dovete cedere alla tentazione di imboccarli, sono grandi!

– Il figlio spesso tenta di manipolare il genitore attraverso il cibo, ma voi non dovete fare il loro gioco.

– Cercate di capire se in altri contesti o con altre persone mangiano da soli e in piena autonomia, perché in quel caso, il problema è nella relazione con voi e dovete capire cosa vogliono comunicare attraverso quel gesto.

– Il mangiare NON deve diventare mai un braccio di ferro tra genitore e figlio.

Chiedetegli quali cibi preferisce mangiare, cucinateli nel modo che vuole lui, si sentirà ascoltato e questo lo porterà meno ad andare in opposizione.

– Se vede che cucinate per lui o state li con lui si sentirà importante.

– A volte funziona anche cucinare direttamente insieme a lui, fa bene anche alla relazione tra voi e vostro figlio.

– Evitate di coccolarlo a tavola quando non mangia, altrimenti assocerà il cibo e il non mangiare con l’affetto rischiando di favorire la cronicizzazione di problematiche nella sfera alimentare.

– Non insistete, magari hanno già spizzicato altro.

Fate attenzione se rifiuta il cibo e se fa troppe allusioni al corpo che non gli piace o che è grasso, soprattutto quando non corrisponde alla realtà e quando si trova in una fase preadolescenziale.

– Cercate di parlare maggiormente con lui per cercare di fargli esprimere a parole quello che sta comunicando con il comportamento.

– Ha bisogno di essere maggiormente accudito magari sta entrando in una fase in cui si sta preparando all’autonomia ed è spaventato.

– Anche se vi dice che va tutto bene e non vuole parlare, NON scoraggiatevi al primo rifiuto perché in cuor loro sono felici di sapere che voi state li per loro.

In conclusione

Il figlio ha bisogno di sapere che è al primo posto nella mente del genitore e che le sue attenzioni sono per lui. Non dovete colludere con le sue richieste regressive verso l’infanzia ma dovete rinforzarlo, sostenerlo, colmare i suoi bisogni in una maniera funzionale all’età del figlio.

 di Maura Manca

 

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